Le persone transessuali “riconosciute” sui mezzi pubblici: ecco cos’è successo a Ravenna

Il 6 novembre, a Ravenna – e in tante altre città italiane – si è svolta una manifestazione di protesta in seguito all’affossamento del DDL Zan da parte del Senato. In tantissimi sono scesi in piazza per esprimere il loro dissenso verso la bocciatura del disegno di legge pensato per tutelare le persone dai crimini d’odio. Ora, in questa stessa città arriva una svolta da parte della società di trasporto pubblico, la ‘Start Romagna‘. D’ora in poi le persone transessuali potranno avere l’abbonamento del bus con il proprio nome di elezione e non per forza con quello in anagrafe. È la prima volta in Italia.

A spingere per ottenere questa conquista è stata Greta, una ragazza quindicenne, che risulta ancora di genere maschile per questioni burocratiche, ma il suo percorso di autodeterminazione di genere è cominciato tre anni fa. Per oltre un anno ha preferito acquistare il biglietto singolo nel tragitto casa-scuola perché le era impossibile fare l’abbonamento. Infatti, il nome da lei normalmente impiegato non coincide con quello ancora presente sul documento d’identità. Le cose sono cambiate quando, un giorno, la ragazza si è dimenticata di comprare il biglietto e di fronte al controllore ha dovuto pronunciare il nome registrato all’anagrafe per essere identificata.

Ad intervenire nella vicenda, è stata l’associazione ‘Affetti Oltre il genere‘, che ha cercato di rimediare alla situazione cercando un dialogo con la società di trasporto pubblico romagnola. La ‘Start Romagna‘ ha risposto favorevolmente proponendo una convenzione.

Che iter dovranno seguire le persone transessuali per ottenere l’abbonamento con il proprio nome di elezione?

L’associazione erogherà una tessera gratis, con la quale le persone transessuali potranno recarsi alle biglietterie di Start per ottenere l’abbonamento che, in questo modo, verrà fornito con la foto abbinata al nome d’elezione. Sulla tessera dell’associazione ci sarà un bollino argentato, leggibile dagli strumenti in dotazione ai controllori, che lo renderà a tutti gli effetti un documento di riconoscimento. Non ci sarà quindi bisogno di far sapere il nome presente all’anagrafe.

Questa novità rappresenta un grande passo avanti da parte della società di trasporti, e una grande vittoria per il nostro paese e per tutte le persone transgender che come Greta stanno svolgendo un percorso di autodeterminazione del genere.