I veri amanti dei gialli non possono non conoscere il capolavoro di Arthur Conan Doyle, l’unico ed inimitabile “Sherlock Holmes”.
La storia del genio londinese e del fidato assistente, Watson, ha catturato i cuori di generazioni di lettori, incollando i loro occhi prima alle pagine di un libro, poi agli schermi dei cinema o dei salotti di casa propria.
Tra i numerosi adattamenti cinematografici, come non citare la serie in cui Holmes è interpretato dall’incredibile Benedict Cumberbatch, o il film che nel cast vanta Robert D. Junior e Jude Law, nei panni del dott. Watson.
Ed è proprio nel film diretto da Dexter Fletcher e Guy Ritchie che compaiono dei richiami a degli omicidi realmente commessi, quelli avvenuti per mano del celeberrimo serial killer Jack lo Squartatore.
Come nel caso della serie televisiva, anche nel film vengono un po’ rimescolate le carte in tavola e gli intrecci si snodano in maniera simile ma non identica a quanto descritto da Conan Doyle.
Tutti o quasi avranno sentito parlare dell’efferato serial killer Jack lo Squartatore, che ha terrorizzato i vicoli di White Chapel, uno dei quartieri più malfamati di Londra.
Il pluriomicida, riconosciuto colpevole dell’assassinio di cinque prostitute, operò tra l‘agosto e il novembre del 1888.
La peculiarità dei crimini commessi da Jack lo Squartatore, ossia lo schema che ha indotto gli investigatori a considerarlo un serial killer, risiede nel fatto che l’uomo, la cui identità resta ancora un mistero, fosse solito fare a pezzi le sue vittime, per poi abbandonarne i cadaveri in strada.
E qui i fan della versione cinematografica di Sherlock Holmes non potranno non riconoscere il parallelismo con il modus operandi adottato da Lord Blackwood.
Anche il personaggio di fantasia, infatti, all’inizio del film uccide 5 donne e ne abbandona i corpi in strada.
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