Riccardo Simonetti, attivista e ambasciatore speciale UE per il diritti LGBTQA+ si fa ritrarre nei panni della Vergine: scoppia la polemica.
Si dice che le feste siano fatte per rilassarsi, ma sembra proprio che questo Natale non riesca a non scatenare una polemica dietro l’altra.
Prima le linee guida (immediatamente ritirate) proposte dalla commissaria europea all’Uguaglianza, Helena Dalli, che, in nome dell’inclusività, suggerivano l’adozione di formule di auguri diverse dal classico “Buon Natale”.
Poi, lo spot natalizio norvegese dal titolo “When Harry met Santa”, che riprende Babbo Natale baciare un altro uomo nel salotto di casa.
Seguendo ancora, l’istallazione di un Babbo Natale in tutù in Piazza XX settembre, nel centro di Modena, rapidamente criticata dal centro-destra italiano.
“E’ più un’icona arcobaleno per adulti ideologizzati, mezzo babbo e mezza babba, che una figura da magia del Natale. Ma qui non si smette mai di fare politica, nemmeno di fronte ai bambini che meriterebbero solo di essere lasciati in santa pace”.
La risposta, in questo caso, arriva dallo stesso autore dell’opera, Lorenzo Lunati, che replica: “Il Babbo danza per liberarsi un po’ dal peso che si è portato sulle spalle per tutto questo tempo. E’ un Babbo per fortuna molto lontano da misere e sterili polemiche politiche”.
L’ultima provocazione a ridosso delle festività natalizie arriva dall’ambasciatore Riccardo Simonetti, che compare sulla copertina di dicembre del mensile queer berlinese “SIEGESSÄULE”.
Lo stesso Simonetti ha poi pubblicato le immagini anche sui propri social, commentando: «Se ignoriamo il fatto che Gesù non era bianco, potremmo credere che la Vergine Maria avesse la barba. Perché no?».
L’attivista ha pubblicato due foto: nella prima si vede la Vergine “barbuta”, quindi Trans, tenere in braccio quello che sarebbe Gesù Bambino.
Nella seconda immagine appare, invece, l’intera Sacra Famiglia: Simonetti sempre nei panni di Maria e al suo fianco un uomo di colore ad interpretare Giuseppe.
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