Messico: morti 53 clandestini che cercavano di superare il confine e di arrivare negli Stati Uniti, nascosti nel rimorchio di un camion.

Le vittime, quasi tutte originarie del Guatemala, si trovavano nascoste nel rimorchio del camion che avrebbe dovuto condurle aldilà del confine, verso una nuova vita negli States.

Stando a quanto ricostruito, però, l’autista del veicolo avrebbe perso il controllo del mezzo a causa di un’eccessiva velocità, andando a schiantarsi contro un altro camion.

La tragedia, avvenuta nel Chiapas, nel sud del Messico, stato situato proprio al confine con il Guatemala, ha provocato la morte di almeno 53 persone, lasciandone ferite 58.

Il presidente messicano, Andres Manuel Lopez Obrador, ha espresso il proprio cordoglio con un messaggio su Twitter che recita: “Mi rammarico profondamente per la tragedia causata dal ribaltamento di un rimorchio in Chiapas che trasportava migranti centroamericani. È molto doloroso. Abbraccio le famiglie delle vittime”.

La tragedia in Chiapas: chi è il responsabile dell’incidente?

L’incidente si sarebbe verificato a seguito dello sbandamento di uno dei due veicoli che, a causa della velocità troppo sostenuta, non è riuscito a mantenere il controllo in curva.

Altre fonti sostengono che in realtà si sia trattato di un guasto ai freni, e che per tale motivo il camion sarebbe andato fuori controllo nel tratto di strada statale che unisce le località di Chiapa de Corzo-Tuxtla Gtz.

Quando le forze dell’ordine sono arrivate sul luogo della tragedia, però, non vi era alcuna traccia del conducente del veicolo che trasportava i migranti.

Il governatore dello Stato, Rutilio Escandon, dopo aver espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e promesso pronta assistenza ai feriti , ha dichiarato il proprio impegno ad avviare un’inchiesta per stabilire la responsabilità dell’incidente.

L’Istituto Nazionale per la Migrazione ha dichiarato che verrà dato vitto, alloggio e un visto speciale umanitario ai migranti sopravvissuti.

Un altro messaggio di solidarietà e cordoglio è arrivato dal  presidente del Guatemala, Alejandro Giammattei, che ha offerto assistenza consolare e rimpatrio per i connazionali sopravvissuti.