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Regione Lazio apre indagine sulla morte di Abdel: nuovo caso Regeni?

Trovato morto legato al letto dell’ospedale romano San Camillo: la Regione Lazio avvia le indagini sulla scomparsa del tunisino di 26 anni.

Dopo un mese e dieci giorni trascorsi nel Centro di permanenza di Ponte Galeria, a Ben Abdel Latif Wissem è stato diagnostico un “disturbo schizo-affettivo”. Secondo i familiari, il ragazzo era del tutto “sano”.

La notizia sta avendo un enorme risalto mediatico in Tunisia e la famiglia del ragazzo, in segno di protesta, sta proseguendo con lo sciopero della fame.

La Regione Lazio, pertanto, ha dichiarato di voler far luce su quanto accaduto.

In merito, estremamente dure sono state le parole di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana: “Tutti coloro che sono in custodia dello Stato devono essere rispettati nella loro dignità e nei loro diritti. Sta qui il senso profondo di uno Stato democratico. Lo Stato italiano non può tollerare zone grigie o impunità di alcun genere”.

Giulio Regeni, murale a I Cairo

Stato e protezione: la rabbia per l’orrore di Giulio Regeni

Se è ancora valido il comandamento “non fare agli altri quello che non vorresti venisse fatto a te”, è un sollievo la notizia che lo Stato Italiano si stia adoperando per chiarire le dinamiche hanno portato alla morte di Abdel. Aperta, infatti, l’inchiesta penale per omicidio colposo contro ignoti.

Qual è il primo compito di un Stato? Difendere i propri cittadini, chiaro. Ma solo i propri? Molti non sarebbero d’accordo.

Tutti, o quasi, ricorderanno l’orribile vicenda legata all’assassinio di Giulio Regeni, ricercatore friulano ritrovato morto in un polverosa strada del Il Cairo nel febbraio del 2016.

Il corpo presentava evidenti segni di tortura e brutalità, tanto che lo Stato italiano decise di interrompere i rapporti con l’Egitto, richiamando in patria l’allora ambasciatore Maurizio Massari. 

Dopo anni di menzogne e misteri celati, lo scorso 14 ottobre 2021, viene dato il via al processo in Corte d’assise nell’aula bunker di Rebibbia. Gli imputati, il generale Sabir Tariq, i colonnelli Usham Helmi, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif  vengono accusati di reato di sequestro di persona pluriaggravato.

Chiara Casagrande

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