L’Italia e tutta l’UE nella blacklist della Russia: cosa significa? Cosa comporta in termini pratici?

Oggi, lunedì 7 Marzo 2022, alle ore 12:14 è arrivata la conferma della Tass sulla scelta del  governo russo di approvare un elenco di Stati e territori stranieri responsabili di aver intrapreso “azioni ostili contro la Russia”.

I paesi coinvolti

La blacklist stilata dal governo russo include al suo interno tutti i Paesi membri dell’Ue (fra cui ovviamente anche l’Italia) ma anche l’Australia, la Gran Bretagna, l’Islanda, il Canada, il Liechtenstein, Monaco, la Nuova Zelanda, la Norvegia, la Corea del Sud, San Marino, Singapore, gli Stati Uniti, Taiwan, l’Ucraina, il Montenegro, l’Albania, la Macedonia del Nord, la Svizzera e il Giappone.

Le caratteristiche del decreto

Il nuovo decreto promulgato permette a tutte le imprese pubbliche, private e ai cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti ad uno dei Paesi inseriti nella lista, di pagare i propri debiti in rubli, anche su titoli denominati in altre valute.

Nella nota diffusa dalle autorità russe è stato aggiunto: “La nuova procedura temporanea si applica ai pagamenti superiori a 10 milioni di rubli al mese (o un importo simile in valuta estera)”.

La Banca Centrale Russa ha inoltre riferito che tutti i creditori di Paesi che non hanno imposto sanzioni alla Russia (e quindi non fanno parte della blacklist) possono essere in grado di ricevere il pagamento in valuta estera attraverso l’utilizzo di un permesso speciale.

Il provvedimento appena promulgato si inserisce nell’ultimo tentativo adottato dalla Russia per cercare di dimostrare che può continuare a onorare i suoi obblighi finanziari, mentre imperversa l’incertezza riguardo al fatto che il Paese diventi a breve inadempiente nel pagamento dei suoi debiti.

La data chiave da tenere sotto controllo per capire come si evolverà la situazione è, secondo gli analisti, quella del 16 marzo 2022.