A Torino è stata infine cancellata la misteriosa scritta a caratteri cubitali, recitante: “Ti amo ancora” apparsa nella mattinata di ieri in Piazza San Carlo.

La scritta, composta da lettere di dimensioni così grandi tanto da essere visibili dall’alto, è stata postata sul sito Facebook di Fisac Cgil Gruppo IntesaSanPaolo, che commentava: “Piazza San Carlo a Torino, sede di ISP, stamattina. Che sia una dichiarazione d’amore per la banca?”. 

Alcuni media locali hanno parlato di un’iniziativa già annunciata dell’associazione 2050 srl per “festeggiare la fine dell’emergenza sanitaria”ma la scritta doveva essere differente: “Ti amo pianeta”. Ma anche questa ipotesi è sfumata perché la stessa associazione 2050 su Fb ha smentito: “Ci stanno chiamando un po’ da tutta Italia per questa azione di ‘guerrilla marketing’….  Beh, noi non c’entriamo nulla, anche se amiamo Torino, L’Italia, l’intero Pianeta Terra”.

I reali organizzatori

In realtà l’iniziativa sarebbe legata alla band torinese Eugenio in Via di Gioia. 

Da fonti del comune di Torino si apprende che la pulizia della scritta (‘Ti amo ancora terra’, con l’ultima parola in piccolo sotto la A) nella piazza, salotto chic della città, è stata eseguita e pagata dagli organizzatori.

Ma le cose sono ancora poco chiare poichè anche l’amministrazione comunale sembra sapere ben poco.

Stefano Lo Russo, il sindaco di Torino, ha chiesto una relazione alla polizia municipale.

La soprintendente Luisa Papotti, su La Stampa online, ammette:Non ne sapevo nulla, a noi non è giunta alcuna richiesta di autorizzazione”.

Il post su Facebook della band

Qualcuno ha urlato allo scandalo contro la città. Qualcuno non vedeva l’ora di puntare il dito contro i soliti vandali. Qualcuno ha ipotizzato che fosse un’operazione di marketing di un grosso marchio. Non è niente di tutto questo. È la dichiarazione d’amore di oltre 150 persone che questa notte hanno condiviso 6 ore di partecipazione collettiva, di presidio artistico, di vita vera in una delle piazze più belle di Torino per fare esplodere il proprio sentimento d’amore. Con gessetti da scuola elementare. Scotch di carta e un metro da sartoria. Ti amo ancora. Una dichiarazione d’amore sincera. Una presa di coscienza proattiva verso una Terra che va curata. Verso un mondo economico, sociale e ambientale che va rivoluzionato. La pioggia, domani, laverà la scritta in pochi minuti. L’aria irrespirabile della nostra città, il consumo disastroso del nostro pianeta, l’inconsistente progetto di futuro per le nuove generazioni resteranno lì, sotto gli occhi di tutti, come da sempre, invisibili. Tutto questo non è più possibile. Siamo stati noi a gridare: ti amo ancora”.