Il dibattito sulla guerra in Ucraina anima il mondo intero, ma quante sono le guerre nel mondo?
Alcune decennali, altre più recenti, ciascuna con le proprie differenze, sono tante le guerre sparse in giro per il mondo di cui non si parla mai veramente abbastanza.
La prestigiosa Università svedese di Uppsala, nel suo “Conflict data program“, ne ha censite 169 nel 2020, l’ultimo anno per cui i dati sono disponibili, per un totale di oltre 81.447 vittime. Un nuovo record, dopo 5 anni di relativo calo. E da allora lo scenario è ulteriormente peggiorato.
Di queste, solo tre dei 169 conflitti registrati implicano un confronto militare “classico” fra Stati: India-Pakistan per il controllo del Kashimir, Cina-India per la questione dell’Aksai Chin o Arunchal Pradesh e Israele-Iran, oltre ora a Russia e Ucraina.
Oggi, la maggior parte dei conflitti sono interni o intra-statali, dove lo Stato propriamente inteso non è coinvolto direttamente. «A volte, un gruppo ribelle impugna le armi contro il governo come al-Shabaab in Somalia o i taleban in Afghanistan, prima che questi ultimi prendessero il potere lo scorso agosto – spiega Therese Pettersson, coordinatrice del Conflict data program -. Ne abbiamo individuati 53.
In 72 conflitti, le parti in lotta sono milizie di vario tipo che disputano il controllo di un territorio. Vi sono, infine, ventuno crisi create da organizzazioni – statali o non – che prendono di mira deliberatamente i civili», conclude Pettersson.
Un filo conduttore che unisce tutti i vari conflitti in giro per il mondo è definito “proxy war”, ossia guerra per procura, ove soggetti esterni supportano militarmente una delle parti del conflitto.
Le guerre più recenti si caratterizzano per brutali scontri interni che provocano gravissime conseguenze umanitarie per la popolazione, e per la durata prolungata nel tempo: Sudan, Nigeria, Congo, Afghanistan, Somalia sono esempi chiarissimi di questa tendenza. Tra tutte queste, sicuramente il conflitto in Afghanistan è quello che nel corso degli anni ha generato più vittime, poiché dura ininterrottamente dal 1978, fra picchi di brutalità e timide frenate.
Non a caso, Papa Francesco ha definito fin dal 2014 che questo secolo sta vivendo una “terza guerra mondiale a pezzi”.
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