Secondo una notizia de La Repubblica, un locale milanese ha cancellato il concerto di una band ucraina dopo aver scoperto che raccoglievano fondi per l’esercito.

La loro decisione è stata duramente criticata, ricevendo molti insulti dagli utenti sulla loro pagina social, in particolar modo da persone ucraine.

Il cantante della band che si doveva esibire, Serhiy Zhadan ha scritto su Facebook: “Abbiamo annullato l’evento di Milano perché alcuni europei continuano a fare pacifismo e credono che pur proteggendo la loro vita e il loro Paese, gli ucraini stiano violando alcune delle loro idee di pace e armonia. Gli europei sono pigri e preferiscono non entrare in politica. Sembra che il Novecento non abbia insegnato a tutti la responsabilità”.

Dopodiché, a peggiorare la situazione, è arrivato il tweet dell’ambasciatore ucraino in Austria, Olexander Scherb dove ha scritto: “Ehi Slaughter Club! Fare quello che hai fatto significa sostenere il #genocidiodegliucraini. Così si spiega il vostro nome, dannati ipocriti”.

Le denunce da parte loro hanno fomentato l’odio nei confronti del locale di Paderno Dugnano, nel Milanese.

Ma ora prima di vedere tutti i dettagli della vicenda, vediamo insieme chi sono i Zhadan and the Dogs.

Chi sono i Zhadan and the Dogs

I Zhadan and the Dogs sono una band punk rock molto popolare in Ucraina. La band si è formata nel 2000 e a partire dal 2008 ha pubblicato due album e ha partecipato a diversi festival ucraini.

Sempre dallo stesso anno hanno iniziato a lavorare in collaborazione con Serhiy Zhadan: i primi due album li hanno pubblicati in collaborazione mentre i seguenti come una band unita.

Zhadan è il frontman della band ma non solo, è anche scrittore contemporaneo, poeta, musicista, vincitore di vari premi internazionali , tradotto anche in Italia e candidato al Nobel.

 

I motivi della cancellazione

Enrico Rusconi, il presidente del club Arci che ha aperto nel 2018 e propone concerti di musica soprattutto rock ha spiegato: “Siamo stati accusati di essere nazisti , ma il nostro è semplicemente un club che fa musica e cultura. Non vogliamo schierarci politicamente”.

Sui social sta girando anche lo screenshot della conversazione avvenuta il 21 agosto fra gli organizzatori del concerto e il club milanese. Quest’ultimo spiega di non poter ospitare il concerto programmato per il 2 settembre poiché è illegale. In Italia, infatti, organizzare eventi musicali con una raccolta fondi per finanziare la guerra è contro la legge.

“Non possiamo fare niente o rischiamo di essere sanzionati” hanno spiegato. Gli organizzatori dell’evento hanno invece detto che si tratta di un tour di beneficienza: “Non compriamo armi o cose simili, soltanto macchine”.

Rusconi ha continuato dicendo: “Quando abbiamo accettato di ospitare la band ucraina nel nostro club lo abbiamo fatto volentieri, non ci eravamo neanche accorti della finalità del concerto. Sono stati alcuni utenti a segnalarci che stavamo ospitando un concerto di una band che aveva come finalità quella di raccogliere fondi per finanziare un reparto militare di volontari dell’esercito ucraino”.

Nel post sulla pagina Facebook di Ping Pong concert agency si legge: “La rock-band di Kharkiv Zhadan and Dogs sta andando a fare un tour di beneficienza nelle città europee per incontrare i loro sostenitori e raccogliere fondi per le esigenze del battaglione di volontari Charter“.

Gli utenti hanno segnalato ai proprietari del Slaughter Club che finanziare la guerra è un reato e si rischia l’arresto o la sospensione della licenza per il locale. Rusconi spiega: “Per non rischiare sanzioni abbiamo preferito annullare l’evento”.

Gli insulti sui social

Intanto le pagine social dello Slaughter Club vengono prese di mira dalle recensioni negative soprattutto da parte di utenti ucraini che scrivono: “locale sporco, personale sgradevole e sostenitori dell’uccisione di civili e dei russi”. Oppure: “State attenti, questo è il fan club di Putin”. E ancora: “Non andate in questo locale, sostengono l’aggressione russa e i crimini di guerra”.

Il presidente del club ha sottolineato dicendo: “Noi siamo assolutamente contro ogni guerra, ma siamo anche una struttura apolitica che vuole soltanto fare musica. Organizziamo ogni anno eventi di beneficienza e raccolta fondi per associazioni , ma fuori da ogni schieramento politico”.

Ha concluso dicendo: “Invito l’ambasciatore Olexander Scherba a venirci a trovare, così si renderà conto che non siamo nazisti ma che facciamo soltanto musica e cerchiamo di diffondere cultura e divertimento per il nostro pubblico”.