Dopo che la Camera statunitense aveva approvato una risoluzione che chiedeva all’amministrazione Biden, in particolare al Segretario di Stato Tony Blinken, di nominare la Federazione Russa come Stato sponsor del terrorismo, a luglio, anche il Senato statunitense aveva approvato all’unanimità un provvedimento in questo senso per le azioni in Cecenia, Georgia, Siria e Ucraina che hanno provocato la morte di enorme numero di donne, uomini e bambini.

Il potere di aggiungere uno Stato alla lista degli Stati sponsor del terrorismo spetta al Dipartimento di Stato a stelle e strisce, ovvero all’attuale amministrazione Biden. Ma cosa significa essere Stato sponsor del terrorismo?

Cosa significa essere Stato sponsor del terrorismo

Il sito ufficiale del U.S. Department of State afferma che i Paesi che, secondo il Segretario di Stato, attualmente Tony Blinken, si rendono protagonisti o forniscono ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale sono considerati Stati sponsor del terrorismo.

Le quattro principali categorie di sanzioni derivanti dalla nomina in questa lista comprendono: “restrizioni all’assistenza estera degli Stati Uniti; divieto di esportazione e vendita di prodotti per la difesa; alcuni controlli sulle esportazioni di prodotti a duplice uso; varie restrizioni finanziarie e di altro tipo”.

La nomina nelle lista sopracitata include anche sanzioni a persone e Paesi che effettuano determinati scambi commerciali con gli Stati sponsor del terrorimo.

Attualmente sono quattro i Paesi designati Stati sponsor del terrorismo: Siria dal 29 dicembre 1979, Iran dal 19 gennaio 1984, Repubblica Democratica Popolare di Corea (Corea del Nord) dal 20 novembre 2017 e Cuba dal 12 gennaio 2021.

La frenata della Casa Bianca alla designazione della Russia nella lista degli Stati sponsor del terrorismo

Nelle ultime ore la portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha affermato che la decisione del presidente Usa, Joe Biden, di non designare la Russia Stato sponsor del terrorismo è definitiva, in quanto questa nomina renderebbe più difficile la lotta all’invasione russa dell’Ucraina, provocando “conseguenze indesiderate per l’Ucraina e per il mondo intero”.

Dal Cremlino avevano fatto sapere a Washington che l’inserimento nella lista di Stati sponsor del terrorismo avrebbe significato un punto di non ritorno per le relazioni diplomatiche tra le due potenze.