Si torna a parlare del delitto del politico Angelo Vassallo, assassinato in un attentato nel settembre 2010. Le indagini hanno sempre puntato verso un gruppo camorrista, ma purtroppo non hanno mai identificato un colpevole.

Quest’anno sono emersi nuovi dettagli legati all’attentato e nove persone sono ora indagate. Ecco cosa è successo.

La storia di Angelo Vassallo

Angelo Vassallo è stato sindaco del comune di Pollica (Salerno) per tre mandati fino al 2010, anno della sua morte. Nel 2010 si era ricandidato per un quarto mandato e aveva vinto le elezioni un’altra volta. Vassallo era un politico di sinistra, schierato con il Partito Democratico.

Il 5 settembre 2010 Vassallo venne ucciso ad Acciaroli, una frazione di Pollica, mentre rientrava a casa a bordo della sua macchina. L’identità degli attentatori non è mai stata scoperta. Il movente è ancora tutt’oggi ignoto, ma le il Pubblico Ministero Luigi Rocco ha ipotizzato che si tratti di un attentato di camorra con l”intento di punire una carica istituzionale che aveva ostacolato azioni illegali. Vassallo infatti aveva implementato alcune azioni a tutela dell’ambiente, ostacolando il controllo del porto da parte della camorra.

L’unico sospettato è stato per diverso tempo Bruno Humberto Damiani. Tuttavia, nel 2018 il carabiniere Lazzaro Cioffi è diventato un secondo indagato. Cioffi avrebbe tentato di oscurare alcune attività di spaccio riconducibili al clan Caivano.

L’appello del fratelli nel 2022

Con il servizio delle Iene di giovedì 3 novembre alcuni nuovi dettagli riguardanti l’omicidio di Angelo Vassallo sono stati svelati. Dopo dodici anni non si ha ancora una risposta alla domanda “Chi ha ucciso Angelo Vassallo?”. Ad oggi gli indagati sono nove: due camorristi, quattro imprenditori e due carabinieri, ma ancora non si è fatta luce sulle dinamiche dell’attentato.

Dario e Massimo Vassallo, fratelli del sindaco ucciso dalla camorra hanno fatto un appello alla Repubblica e in particolar modo al nuovo Ministro dell’Interno Piantedosi. I due fratelli hanno evidenziato come dopo dodici i dubbi e le domande sono solo aumentate e hanno chiesto al Ministro dell’Interno di fare chiarezza sugli atti e sull’operato amministrativo in particolar modo degli “uomini dello Stato che hanno tradito lo Stato“. Con questa affermazione Dario e Massimo si riferiscono non solo ai due carabinieri interrogati riguardo l’omicidio e ora sospettati, ma anche ad uno degli indagati con un lungo passato da consigliere comunale.

La speranza è che dopo dodici anni si possa trovare una risposta così da poter alleviare la famiglia e il comune di Pollica da questo terribile fardello.