“Ma tu pensa uno come Arthur, che per farti la plusvalenza Pjanic hai pagato 75 milioni, adesso ti ha, ti vale, ti deve anche andare sotto i ferri, cioè, era palese no? Che non fosse uno da quella cifra lì. Adesso lo paghi, lo spen..cioè te lo porti avanti per 4 anni”.

Si esprimeva così Giovanni Marco Re in una delle intercettazioni acquisite dalla Procura di Torino nell’ambito dell’inchiesta che sta scuotendo dalle fondamenta il mondo Juventus.

Arthur era giunto a Torino nel calciomercato estivo del 2020 per una valutazione di 76 milioni di euro (quando il suo valore di mercato era di 56 milioni secondo Transfermarkt. Oggi – che è in prestito al Liverpool – il suo valore è di 18 milioni)

Ma chi è Giovanni Marco Re, uno degli indagati della Procura torinese, che aggiungeva in merito alla situazione economica del club (e del calcio in generale):

“La cosa devastante del Covid è che comunque ha falciato o ha scoppiato in maniera […] istantanea la bolla che si era creata in questi ultimi anni sui valori dei calciatori. E questo ti ha ingolfato, e hai grossi ammortamenti che a livello contabile ti danno anche fastidio, ma anche a livello di cassa grazie che hai quei giocatori lì”.

Marco Re e i suoi ruoli nella Juventus

Marco Re è stato un dirigente di lungo corso della Juventus.

Arrivato all’inizio degli anni zero, dapprima si è occupato dei contratti commerciali del club, per poi seguire il processo di quotazione in Borsa della Vecchia Signora.

In seguito per lui sempre maggiori responsabilità in ottica finanziaria, fino alla brusca interruzione dei rapporti nel luglio del 2020: al su posto, nel ruolo di Chief Financial Officer, fu nominato pro tempore Stefano Bertola.

Ad oggi, andando a dare un occhio al suo profilo su LinkedIn è Managing Director presso la Tifosy Capital & Advisory ed è CEO della Tifosy Italia SIM (società di consulenza e di servizi finanziari dedicati al mondo del calcio fondata da Fausto Zanetton e da Gianluca Vialli).

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