Setta Cubytrix e Paolo Rosafio

La scoperta della setta occultista Cubytrix prende il via lo scorso 19 gennaio con il ritrovamento dei corpi senza vita di due donne, Luana Costantini, 54 anni, e la madre Elena Bruselles, 83 anni, nel loro appartamento di via Giulio Salvadori, Roma.

I punti interrogativi legati a questa vicenda sono molteplici. Non ci si capacita di come il corpo della donna più anziana sia stato ritrovato in uno stato di mummificazione avanzata mentre la morte della vittima più giovane pare risalire a tre settimane successive rispetto a quella della madre. Ma non solo. La casa è stata ritrovata in un’evidente condizione di abbandono e sparse per tutta l’abitazione vi erano numerose tracce – quali candelabri, libri rituali e tuniche – riconducibili alla pratica di riti esoterici.

A tal proposito la prima pista degli investigatori si è basata sull’idea di un presunto rito  conclusosi tragicamente ad opera della 54enne. La donna infatti era da poco uscita da una relazione con un personaggio decisamente fuori dagli schemi.

Non era lei. Quando ha conosciuto Paolo è cambiata…”

Queste le parole di un’amica di Luana Costantini, Alessandra, la quale racconta in prima persona il cambiamento dell’amica in un’intervista alla Repubblica: “A me lui sembrava strano, ma lei era una persona che si sentiva sola e non le ho detto niente. Luana era innamoratissima. E a poco a poco ha iniziato a cambiare.”

L’uomo salentino, da qualche anno conosciuto attraverso lo pseudonimo di “Shamano Shekhinà Shekinà” – ma il cui vero nome è in realtà Paolo Rosafio – sarebbe il fondatore di una comunità di fanatici del paranormale, la setta Cubytrix. Tale gruppo sarebbe sorto come luogo di incontro e di scambio di racconti incentrati sul tema dell’occultismo e dell’esoterismo, ai quali Luana era da sempre appassionata. Inoltre gli inquirenti hanno constatato come questa realtà non si sia limitata ad un fenomeno ristretto. Col passare del tempo infatti sono state numerose le adesioni grazie alla presenza della setta su due importanti piattaforme – quali Facebook e TikTok – nelle quali lo stesso sciamano si occupava della vendita di gadget e prodotti esoterici.

Attualmente però non vi è nessuna accusa che possa ricadere sul santone. I corpi non presentano alcuna traccia di violenza e secondo fonti certe Rosafio avrebbe lasciato già a dicembre la casa nella quale avrebbe convissuto con le due donne per oltre un anno. Eppure non passa inosservato il quantitativo di denaro che lo sciamano avrebbe accumulato nel corso di tale frequentazione, da lui difeso parlando di vendita di alghe e pozioni online. Il sospetto però rimane e gli accertamenti degli inquirenti puntano a comprendere se tali morti possano essere state una tragica conclusione di una manipolazione psicologica.