Storia di una ladra di libri

Storia di una ladra di libri è un romanzo di Markus Zusak , autore australiano che nel 2005 pubblica il capolavoro che – secondo il “New York Times” – sarà tra i libri più letti della storia.

Storia di una ladra di libri, la trama

Ambientato a Molching, una cittadina della Germania nazista attraversata dalla Seconda Guerra Mondiale, l’intera vicenda si basa sulla vita della giovane Liesel Meminger.

La vita di Liesel si rivela particolarmente complessa sin dalla prima infanzia. La madre, costretta in fuga per motivi politici, non potrà prendersi cura dei due figli e sarà dunque costretta a migrare per poterli lasciare in adozione. L’incipit della narrazione vede la morte del giovane fratellino, il quale non riuscirà a sopravvivere all’estenuante viaggio che porterà la ragazza tra le braccia di una nuova famiglia, gli Hubermann. Le difficoltà però subentrano sin dal principio a causa dell’analfabetismo di Liesel, ostacolo che le porterà non poche difficoltà di adattamento con i suoi compagni di classe.

Nonostante i primi impedimenti iniziali però un incontro con un ragazzino di nome Rudy permetterà alla giovane protagonista di conoscere un piacere nuovo e del tutto inaspettato: quello della lettura. Mentre finestre fatte di parole e nuovi mondi si aprono di fronte agli occhi di Liesel, il lettore non può fare a meno di notare come la figura della giovane sia immersa all’interno del tragico contesto della Germania nazista così abilmente descritto dalla penna di Zusak. Tale background viene portato all’attenzione attraverso numerosi eventi tra i quali il famoso rogo di libri organizzato in occasione del compleanno di Hitler. Questo evento risulta di fondamentale importanza ai fini della narrazione in quanto darà il via a numerosi altri episodi che faranno guadagnare a Liesel la nomea di ladra di libri.

La morte come narratore onnisciente

Storia di una ladra di libri però non ha solo il merito di essere un brillante romanzo ambientato nella Germania nazista. Per la prima volta infatti l’autore scardina completamente tutte le regole della narrazione fino ad allora configurate e decide di inserire come personaggio una figura onnisciente. La morte è di fatto uno degli elementi cardine della narrazione e ne costituisce il narratore della vicenda. A partire dalla precoce perdita del fratellino di Liesel fino allo sterminio di tutta la famiglia adottiva, la morte rimane un elemento costante e inevitabilmente presente.

Il vero lascito del romanzo: il potere delle parole

La vita della giovane lettrice prosegue, incalzante, così come la guerra. I genitori della ragazza vengono arruolati nell’esercito nazista, la cittadina di Molching viene bombardata e distrutta, il ragazzo ebreo che gli Hubermann avevano cercato di nascondere e che aveva contribuito alla formazione della giovane Liesel – Max Vandemburg –  viene imprigionato. Eppure in tutte queste vicende rimane un comune denominatore: la passione per i libri, la possibilità degli stessi di fornire una via di fuga alle vicende di un crudele destino. Nonostante le sofferenze portate dalla guerra infatti non si può non scorgere in questo romanzo un forte sentimento di amore per le parole, per la lettura e per tutto ciò che nelle condizioni più estreme può fornire una distrazione dalla realtà circostante.