Gennadiy Borisov è il nome dell’astronomo che la scorsa settimana ha avvistato dalla Crimea un grande asteroide in direzione della Terra. La roccia spaziale è stata presto ribattezzata dalla Nasa 2023 BU e si presume sorvolerà il nostro pianeta nella notte tra oggi, giovedì 26 gennaio 2023, e domani.
Gli scienziati, dopo attente valutazioni, hanno confermato che non vi è il rischio che tale massa rocciosa possa avvicinarsi a tal punto da entrare nell’orbita terrestre, nonostante però si pensi possa attraversare pericolosamente l’arco occupato dai satelliti per le telecomunicazioni.
In merito a tale notizia la BBC sostiene che a causa delle sue grandi dimensioni – all’incirca quelle di un minibus – la roccia si potrebbe disintegrare nell’atmosfera prima di raggiungere il punto massimo di vicinanza alla Terra, che è stato calcolato essere di circa 3.600km.
Con una grandezza stimata dai 3.5 metri agli 8.5 metri, la massa rocciosa ha grandi probabilità di disintegrarsi nell’atmosfera senza che ci sia neppure il rischio di un contatto diretto con la Terra.
2023 Bu è stato scoperto qualche giorno fa dall’astronomo Gennadiy Borisov, operante da Nauchnyi in Crimea. A detta degli scienziati dell’agenzia spaziale NASA l’orbita dell’asteroide intorno al sole era di natura circolare, ma a seguito dell’incontro con il nostro pianeta questa verrà modificata in lunghezza, spingendo lo stesso a metà strada tra la Terra e Marte e facendolo passare da un moto di 359 ad uno di 425 giorni.
Nessun pericolo dunque che tale asteroide possa rappresentare una minaccia, ma senza dubbio incarna una prova di quanti corpi rocciosi orbitino nei pressi del nostro pianeta e quanto sia difficile individuarli con un preavviso significativo.
A tal proposito sempre ad opera della Nasa è stata diffusa una tabella che indica la grandezza dei corpi rocciosi che orbitano nei pressi della nostra atmosfera e la frequenza con la quale tali masse possano avvicinarsi pericolosamente alla Terra.
Da qui si può chiaramente notare come i veri pericoli siano facilmente individuabili dagli scienziati e siano dunque già stati classificati e mantenuti in attenta vigilanza. Queste immense massi rocciose infatti sono estremamente pericolose – a tal punto che il loro impatto potrebbe causare ingenti danni – ma rappresentano approssimativamente solo il 40% del quantitativo totale di asteroidi in circolazione.
Come sostenuto dal professor Don Pollacco, docente all’Università di Warwick (UK), in una recente intervista alla stessa BBC, ci saranno sempre steroidi che si troveranno ad attraversale l’orbita terrestre e che non saranno riscontrabili. Nonostante ciò è estremamente raro che gli scienziati non si accorgano di una tale situazione, in quanto la penetrazione dell’atmosfera da parte di una massa a tal punto pericolosa non è un fenomeno che possa facilmente passare inosservato.
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