Spettacolo

Cos’è Kirac 27? | Houellebecq, dal quasi Nobel al corto a luci rosse

KIRAC, acronimo di Keeping it real art critics, è un gruppo di artisti nato nel 2016 da Stefan Ruitenbeek, Kate Sinha e Tarik Sadouma. L’obiettivo è quello di criticare il campo dell’arte contemporanea in maniera insolita, ovvero racchiudendo provocazione ed ironia in video fruibili gratuitamente e reperibili all’interno del loro sito ufficiale kirak.nl.

Il collettivo di registi non è di certo passato inosservato per i loro cortometraggi controversi che – a metà tra reportage e pahmplets – causano spesso reazioni di stupore da parte del pubblico. Sul loro sito sono reperibili una serie di episodi da dieci a venti minuti ciascuno e una serie di podcasts con discussioni ragionevoli con tema ogni forma d’arte . “Kirac è alla ricerca dell’amore, sotto forma di verità”

La loro notorietà nasce dalla pubblicazione del video trappola teso a Sid Lukkassen, volto dell’estrema destra olandese celebre per le sue numerose uscite misogine. Attratto dall’idea di filmare un rapporto sessuale con la ragazza del collettivo Jini van Rooijen per superare la polarizzazione destra/sinistra grazie al porno, il politico sottoscrive l’accordo ma ben presto decide di fare marcia indietro e rifiuta di fornire il suo volto per tale proposito. Nonostante ciò KIRAC pubblica ugualmente le riprese ottenute – montandole all’interno di un cortometraggio – e giustifica il gesto utilizzando la filosofia secondo cui “ogni avversario rappresenti un alleato in questa ricerca prioritaria della verità”

Cosa accomuna un francese quasi premio Nobel e un collettivo di registi olandesi? Kirac 27

Ma quando creatività e provocazione si uniscono, accade spesso che i risultati vengano accolti con un certo sgomento. È questo il caso della nuova trovata del celebre scrittore francese Michel Houellebecq. Autore di romanzi bestseller come Particelle Elementari Sottomissione, ha deciso in questo caso di avventurarsi in un progetto decisamente più insolito: girare un cortometraggio a luci rosse. 

Il recente candidato al Premio Nobel per la letteratura si è rivolto direttamente ai registi olandesi, raccontando come l’idea gli sia balenata in occasione dell’annullamento del viaggio di nozze in Marocco con la moglie Qianyum Lysys Li nel quale gli sarebbe stato preparato un entourage di prostitute. Per il timore di poter essere rapito da gruppi estremisti islamici infatti i due coniugi avrebbero deciso di rinunciare a partire. A questo punto il pensiero di farsi riprendere in una stanza d’albergo ad Amsterdam con una ragazza che sarebbe disposta a passare del tempo in compagnia dello scrittore. Il resto si scoprirà l’11 marzo, con l’uscita del cortometraggio.

Il titolo sarà Kirac 27 e la sua proiezione andrà in onda al centro culturale Betty Asfalt di Amsterdam e in contemporanea su Internet.

Giulia Deledda

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