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Chi sono Alfredo Cospito e Anna Beniamino? | Perché i due anarchici si trovano in carcere?

Alfredo Cospito, 55 anni, è un anarchico che da 10 anni è detenuto nel carcere di Bancali, Sassari, con l’accusa di strage politica allo scopo di attentare alla sicurezza dello stato. Anna Beniamino, 51 anni, coimputata ed ex-compagna dell’anarchico, è anch’essa reclusa nello stesso carcere. I due sono considerati gli ideatori della Fai – Federazione anarchica informale.

I fatti risalgono al 2006, quando un gruppo di anarchici di cui Cospito era a capo decise di posizionare due ordigni a basso potenziale esplosivo vicino alla Scuola allievi carabinieri di Fossano. Nella notte tra il 2 e il 3 giugno le bombe vennero detonate, ma ciò non causò alcuna vittima né ferito. Inoltre l’uomo è anche accusato della gambizzazione dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, avvenuta nel 2012. Entrambi fatti dei quali Cospino si è assunto la responsabilità.

Dall’ammissione di pena al carcere duro

La corte d’appello in primo grado attribuì alla coppia la condanna di strage comune (art. 422 cp), costringendoli a 20 anni di reclusione in primo e secondo grado. Nonostante questo però, la Cassazione ha recentemente riformulato le accuse, tramutando il fatto in strage politica ai danni dello stato (art. 285 cp) – reato ostativo, ovvero fine pena mai – con finalità di terrorismo. Si tratta di uno dei reati più gravi del codice penale, a tal punto da non essere stato adoperato neppure in occasione del processo della strage di Bologna del 1980 o dell’uccisione dei magistrati Falcone e Borsellino. Questo perché a seguito del ritrovamento di scambi epistolari tra lo stesso e il gruppo di anarchici italiani (raccolti sotto la Fai), l’uomo è stato imputato come capo di un’associazione con finalità di terrorismo.

Lo sciopero della fame contro il 41bis

Gli anarchici si trovano attualmente in uno sciopero della fame che si protrae dal 20 ottobre 2022 e che li ha resi il simbolo della lotta contro il regime del carcere duro disposto dal 41bis.  Tale disposizione infatti venne introdotta nell’ordinamento penitenziario italiano nel 1986 come strumento temporaneo di contrasto alle mafie e da allora non fu mai adoperata. Cospito è il primo detenuto politico a cui viene applicato il 41bis, dichiarato illegittimo dalla stessa Corte Costituzionale. Nessun beneficio penitenziario se non vi è collaborazione con la giustizia, nessuno sconto di pena, totale estraniamento dalla vita reale per il divieto di qualsiasi collegamento con il mondo esterno.

Il caso Cospito e Beniamino non risolleva solamente la questione spinosa della congruità tra pena e reato, ma la risonanza mediatica che lo sciopero della fame ha comportato ha portato ad interrogarsi anche sulla possibilità di gradazione della pena in relazione agli effetti provocati dall’azione. La sua infatti non può essere considerata come semplice protesta personale, ma riguarda una battaglia politica contro i mezzi adoperati dallo Stato.

Giulia Deledda

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