Mal Aria di città: nel 76% dei centri italiani l’aria è irrespirabile | Quali sono le città più inquinate?

In Italia il 76% dei centri urbani risulta fuorilegge rispetto ai target europei di limiti per le polveri sottili. Torino e Milano sono le città dove respirare è più dannoso, seguite da Cremona, Andria, Alessandria, Monza e così via. Su 95 città monitorate, ben 29 hanno superato i limiti normativi di sforamento dei PM10.

Secondo quanto dichiarato da Legambiente le misure che attualmente sono state varate “non [sono] sufficient[i] per garantire la salute dei cittadini, in considerazione alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della nuova Direttiva Europea sulla qualità dell’aria“.

Il nuovo report Mal Aria di città. Cambio di passo cercasi – redatto nell’ambito dell’iniziativa Clean Cities Campaign – non fa ben sperare sulla situazione italiana. Sono necessari numerosi cambiamenti e il processo deve avvenire nell’immediato. Di questo passo l’obiettivo di decrescita dell’inquinamento previsto a livello europeo solo nel nostro paese potrebbe tardare di oltre 7 anni.

PM10. Che cos’è e quali danni può provocare?

Il PM10 è un particolato (PM infatti starebbe per particulate matter) che individua un insieme di corpuscoli all’interno di una determinata miscela. Nel caso specifico dell’analisi ambientale, ci si riferisce al particolato atmosferico e dunque il complesso insieme di particelle disperse nell’atmosfera che subiscono fenomeni di diffusione e di trasporto. Queste possono essere solide e liquide, con caratteristiche fisiche, chimiche e morfologiche differenti.

Emissioni PM10 Italia

Per il livello raccomandato dall‘OMS (analisi risalenti all’anno 2021) l’emissione di PM10 non dovrebbe superare il limite giornaliero di 45 µg/m³ e quello medio annuale di 15 µg/m³.

Attualmente in Italia, tra le città monitorate, 29 su 95 hanno superato i limiti normativi, principalmente situate nel Settentrione, raggiungendo una media giornaliera superiore ai 50 µg/m³ con la Centralina Grassi di Torino, quella Senato di Milano e la Baussano di Asti che si piazzano sul podio.

A detta delle associazioni ambientaliste, i centri urbani italiani dovrebbero cambiare radicalmente approccio per riuscire ad adeguarsi ai nuovi target europei. Le riduzioni necessarie, come si può constatare dal grafico fornito da Legambiente, sarebbero: Torino e Milano (-43%), Cremona (-42%), Andria (-41%), Alessandria (-40%).

In merito alla situazione italiana il responsabile scientifico di Lagambiente Andrea Minutolo sostiene che “le città italiane dovranno lavorare duramente per adeguarsi ai nuovi limiti, soprattutto considerando che i trend di riduzione dell’inquinamento finora registrati non sono incoraggianti e che i valori indicati dalle linee guida dell’OMS (…) sono ancora più stringenti dei futuri limiti europei.”

Clean Cities Campaign. Un passo verso un’aria più pulita

A tal proposito è stata instituita a livello europeo una Campagna – la Clean Cities Campaign – che si pone come obiettivo quello di proporre una competizione tra le città Europee che possa portare a risultati più rapidi e incoraggianti nella corsa alla transizione alla mobilità zero emissioni istituita entro il 2030. A sostenere tale impegno vi sono oltre 7o ONG e gruppi di volontari che in tutta la comunità dell’UE cercano di ampliare il loro seguito facendo sentire la propria voce.

Il lavoro delle associazioni si basa principalmente sulla diffusione di dati e informazioni per la presa di coscienza dei fenomeni presi in analisi, raccolta di consensi per ampliare il progetto e istituzione di dibattiti per trovare i migliori progetti attuabili nelle politiche urbane.

Gli interventi ‘a misura di città’ proposti da Legambiente

Se a livello Europeo la Clean Cities Campaign e l’OMS stanno man mano fornendo gli strumenti per una più rapida risoluzione del problema delle emissioni, a livello territoriale – in Italia – Legambiente ha proposto una serie di interventi per combattere l’inquinamento in ambito urbano.

Tra le prime proposte troviamo il passaggio da zone Ztl – zone a traffico limitato – a zone ZEZ – zone a zero emissioni, o LEZ in inglese. Tale misura, già nota grazie ai progressi londinesi delle limitazione della circolazione dei veicoli più inquinanti, potrebbe apportare in breve tempo ad un miglioramento di oltre il -10% di emissioni.

Sicuramente anche a livello energetico le LEZ giocherebbero un ruolo determinante per supportare una riqualificazione energetica dell’edilizia incentivando la riconversione a emissione zero delle abitazioni.

E poi il potenziamento del trasporto Pubblico e del trasporto Rapido di Massa (TRM), come già visto in Germania durante scorso anno, quando la promozione di abbonamenti integrati portò ad un maggiore uso dei mezzi pubblici a scapito delle autovetture più inquinanti.

Lo spazio urbano potrebbe dunque essere ridisegnato a misura d’uomo – seguendo esempi quali Torino, Bologna e Milano – permettendo la fruizione di dispositivi elettrici in città, piste ciclabili, bonifica delle strade pedonali.

Insomma, se le idee non mancano e la scienza ci offre gli strumenti necessari a contrastare le problematiche legate alle emissioni, che cosa stiamo aspettando?