Chi era Danilo Lucente Pipitone, caporale maggiore dell’Esercito ucciso a calci e pugni? | I dettagli agghiaccianti

Caporale maggiore dell’Esercito in servizio come infermiere all’ospedale del Celio. È morto nella giornata di Domenica 12 Febbraio 2023 Danilo Lucente Pipitone,  al Policlinico Umberto I a seguito di un’aggressione subita nella notte precedente. Finito in coma, per l’uomo non ci sarebbe stata alcuna speranza.

Le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso un’auto allontanarsi a seguito della colluttazione avvenuta tra via dei Sesami e Centocelle. Alla guida il sospettato ed un altro uomo.

Le indagini condurrebbero ad un uomo tunisino di nome Mohames Abubi, 23 anni, detenuto fino al 2018 per spaccio di sostanze stupefacenti.

Tra le ipotesi ancora da esaminare non può essere esclusa quella di una rapina finita tragicamente, anche se sia il cellulare sia il portafogli sono stati ritrovati addosso al corpo del caporale.

Rapina finita in tragedia o assassinio premeditato?

L’aggressione sarebbe avvenuta all’altezza con via Paliro Togliatti, nel tratto di strada tra via dei Sesami e via delle Robinie, a pochi passi dal parco Madre Teresa di Calcutta.

Di origine siciliana – in particolare della cittadina di Erice, in provincia di Trapani – il caporale viveva già da qualche anno a Roma nella quale però prestava servizio all’Ospedale al Celio in veste di infermiere. Residente nella cittadella militare della Cecchignola, l’uomo viveva in tutt’altra parte della città rispetto a dove è stato rinvenuto il suo corpo senza vita.

Un appuntamento con qualcuno dunque? O forse si trovava lì per caso? I poliziotti stanno indagando per comprendere il motivo che avrebbe spinto l’uomo a dirigersi in tale zona.

Nel frattempo la politica e l’intero corpo miliatre si stringono intorno alla famiglia di Pipitone.

Dichiara il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Sono profondamente addolorato per la tragica scomparsa del caporal maggiore Danilo Salvatore Lucente  Pipitone, un servitore dello Stato aggredito in circostanze su cui confido sia fatta piena luce al più presto. Le Forze di Polizia sono al lavoro per assicurare i responsabili alla giustizia. Alla famiglia del militare porgo le condoglianze mie personali e di tutto il Viminale”.

La brutale aggressione avrebbe avuto luogo nella serata di venerdì 10 febbraio, quando un probabile tentativo di rapina avrebbe portato due uomini a bordo di un’auto a scendere dalla stessa e pestare a sangue il caporale. Come riportato su Il Messaggero, alcune telecamere di sicurezza avrebbero ripreso l’accaduto. Alcuni testimoni inoltre avrebbero fornito un identikit di uno dei due uomini e tra gli indagati figura un ex imputato di spaccio di sostanze stupefacenti di nome Mohames Abubi, classe 1990.

Il ferito è stato ritrovato privo di conoscenza dopo il massacro avvenuto a calci e pugni in via dei Sesami. Un duro colpo dietro la nuca ne avrebbe causato lo stordimento e il successivo stato di coma, come riportato dai medici del 118 che lo hanno prontamente trasportato prima al Vannini e poi all’Umberto I.

Restano però ancora aperte tutte le piste per fare luce sul brutale assassinio del caporale.