Tragedia nell’Oristanese | Il dramma di Chiara Carta, 13enne uccisa dalla madre con 20 coltellate

Lascia senza parole la storia di Chiara Carta, ragazza di appena 13 anni uccisa dalla madre nella sua casa di Silì, un piccolo paese in provincia di Oristano. La donna avrebbe successivamente tentato il suicidio gettandosi dalla finestra, senza però successo. Al momento è ricoverata nel reparto di psichiatria all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari con un trauma cranico e una frattura al bacino.

2o coltellate non sono bastate a finire la giovane, la quale è stata ritrovata senza vita sabato scorso – 18 febbraio – a seguito di uno strangolamento che le sarebbe risultato fatale. A ritrovarla è stato il padre, Piero Carta, 53enne agente della polizia locale che da tempo non viveva più con la moglie e la figlia a seguito della separazione.

“Ho perso tutto, mi ha tolto ogni cosa e quanto avevo di più prezioso” dichiara evidentemente sconvolto all’Unione Sarda.

I tragici passi dell’omicidio familiare

Da quanto riportano i vicini, le liti in casa carta sarebbero state assai frequenti.
Chiara e la madre 52enne, Monica Vinci, non sembravano riuscire a continuare una convivenza pacifica, sia a seguito della separazione che da anni costringeva il padre della ragazza in un altro domicilio, sia per i problemi psichici della donna che da tempo tormentavano lei e la sua famiglia.

“Eravamo consapevoli dello stato di disagio della donna e già nel 2015, dopo il suo ricovero per problemi psichici, avevamo presentato istanza perché venisse dichiarata incapace di intendere e di volere, ma l’istanza è stata rigettata perché la donna ha presentato un certificato medico che la dichiarava idonea all’affidamento della figlia” – ha raccontato l’avvocato di Pietro Carta – Filippo Cogotti – all’ANSA.

Queste crisi dovute al disturbo della donna si sarebbero acuite nel corso degli ultimi anni, a tal punto da portare la ragazza a volersi riavvicinare alla famiglia del padre. Continua infatti l’avvocato – “La ragazza si era avvicinata di nuovo al padre ed era nostra intenzione ad aprile, quando sarebbero decorsi i termini per il divorzio, presentare una nuova istanza di affido. Ma c’è anche dell’altro: Chiara al compimento dei 14 anni, il prossimo 24 marzo, avrebbe potuto esprimere la sua preferenza davanti al giudice e decidere se stare con la madre o con il padre.”

Ed è questa la principale ipotesi sulla quale stanno indagando gli acquirenti. Il movente dell’omicidio  potrebbe proprio essere la paura della donna di perdere la tutela della figlia, e con essa l’assegno di mantenimento e la casa stessa.

Il corpo di Chiara è stato ritrovato senza vita nel bagno della propria casa di Oristano. Le venti coltellate, secondo le prime ricostruzioni, le sarebbero state in vari punti dell’appartamento, rivelando come la ragazza abbia cercato di sfuggire al raptus furioso della madre. La prima però, sulla schiena, conferma che la giovane sia stata aggredita alle spalle. L’ultimo tragico atto di questa storia da brividi riguarda un cavo per la ricarica del telefono. Questa infatti l’arma del delitto effettiva con la quale le sarebbe stata strappata la giovane vita di appena 13 anni.

Adesso il cordoglio da parte dell’intera comunità oristanese, con le parole del sindaco Massimiliano Sanna che dichiara: “Con profondo dolore abbiamo appreso della tragedia che ha colpito la nostra comunità. La tragica morte di una nostra giovane concittadina ci lascia increduli e senza parole. È un evento terribile e senza senso che ha colpito tutti noi in modo molto profondo. Sento di parlare a nome dell’intera comunità oristanese esprimendo il cordoglio e le più sincere condoglianze alla famiglia e agli amici della giovane vittima. La comunità si stringe attorno alla famiglia per offrire sostegno e solidarietà in questo momento difficile”.