La rivista Nature Medicine ha recentemente riportato la notizia secondo cui alcuni esperti dell’Università di Dusseldorf, in Germania, avrebbero guarito un caso di Hiv grazie ad un trapianto di midollo.
L’operazione di spostamento delle cellule staminali ematopoietiche per il trattamento della malattia ha avuto come effetto la soppressione del virus per un lasso di tempo di oltre 9 anni dal trapianto, permettendo per la prima volta di poter interrompere l’assunzione di farmaci.
Il paziente è un uomo di 53 anni a cui era stata diagnosticata una leucemia mieloide acuta nell’anno 2011. Solo due anni dopo era stato sottoposto ad alcune cure antiretrovirali che avrebbero dovuto accompagnarlo per tutta la vita in modo da tenere sotto controllo il virus. A seguito del trapianto di cellule staminali prelevate dal midollo osseo ricevuto nel 2013 grazie ad un donatore, il virus dell’Hiv non è stato più rilevato nelle cellule ematiche dell’uomo e ciò ha portato i medici a considerare possibile la vittoria contro questa mortale malattia.
Il donatore è stato selezionato appositamente poiché presentava una mutazione genetica (CCR5delta32) capace di renderlo resistente all’Hiv, in quanto il virus non è messo nella condizione di potersi radicare all’interno dell’organismo.
Una sconfitta definitiva del virus?
Nove anni dopo aver ricevuto il suddetto trapianto, i medici sono tornati a monitorare lo stato di avanzamento della malattia nel paziente ma hanno piacevolmente rilevato come nell’organismo non ci fossero segno di genoma funzionale e replicante di Hiv. All’uomo è stata dunque confermato lo stato di remissione completa dall’Hiv in quanto il virus è stato definitivamente privato della sua carica virale.
Il caso che ha dell’incredibile è uno dei tre fino ad ora studiati dagli esperti che da anni cercano di trovare una maniera per poter debellare il virus che porta all’Aids. Denominato caso di Dusseldorf, è l’ultimo che si aggiunge alla lista delle remissioni complete insieme al paziente di Berlino e quello londinese.
Il Paziente di Berlino (classe 1966) è stato il primo paziente ufficiale ad essere riuscito a rimanere in una condizione di remissione completa per ben 12 anni, al termine dei quali però non è riuscito a sconfiggere la leucemia che l’ha portato alla morte.
Il Paziente di Londra invece è attualmente ancora in vita e come nel caso Dusselforf si trova in uno stadio di remissione da quattro anni.
Gli interventi in considerazione però possono esser visti come passi importanti verso una definitiva cura nei confronti del virus che provoca l’Aids, ma non possono costituire una norma in quanto al loro elevato tasso di pericolosità annesso anche a dei costi relativamente alti.