L’app cinese TikTok dovrà essere immediatamente disinstallata dai dispositivi aziendali e personali di tutti i dipendenti della Commissione europea pena l’allontanamento dalla stessa.
Continua così la battaglia di pugno duro condotto dal collettivo europeo nei confronti della piattaforma in voga tra i giovanissimi e non solo. Poco tempo fa era stato lo stesso commissario per il mercato interno Thierry Breton a mettere in guardia sull’utilizzo dell’applicazione, avvertenze che il ceo Shou Zi Chew ha però deciso di ignorare.
TikTok e la privacy in pericolo
La polemica era venuta a galla grazie ad un articolo del Wall Street Journal secondo cui l’applicazione cinese avrebbe raccolto senza consenso numerose informazioni personali dei suoi utenti. Infatti per circa 15 mesi la piattaforma avrebbe raccolto gli indirizzi mac degli smartphone con sistema operativo Android senza che gli utenti potessero disattivarlo, violando quindi le regole di privacy imposte da Google.
“Il codice mac (per esempio: 00-08-74-4C-7F-1D) è un identificativo che viene assegnato dai costruttori ad ogni scheda di rete, e che consente di identificare in modo univoco un singolo dispositivo. Gli indirizzi mac sono comunemente usati a scopi pubblicitari, ma potrebbero dare accesso a forme di tracciamento più invasive”.
A tal proposito è stata aperta un’inchiesta dalla Cnil – autorità amministrativa francese incaricata di assicurare l’applicazione della legge sulla tutela dei dati personali – che dopo un reclamo avvenuto da un utente del sito ha deciso di approfondire il regolamento inerente alle norme di protezione dei dati e il rispetto dei requisiti da parte della piattaforma cinese.
Sullo stesso fronte si sono schierati anche gli Stati Uniti, dove sempre più stati – attualmente 31 – hanno deciso di limitare l’utilizzo di TikTok per i dispositivi governativi proprio per tali sospetti di acquisizione indebita di informazioni. 9 di questi (tra i quali Virginia e Ohio) hanno deciso di estendere il divieto anche ad altre applicazioni cinesi come WeChat. Era stato lo stesso presidente Joe Biden – come riportato nel dicembre 2022 dalla NBC News – a far bandire il social per 4 milioni di dipendenti ritenendolo un pericolo per la sicurezza nazionale.
Adesso sarà Bytedance – startup cinese da 75 miliardi di dollari che gestisce TikTok – a dover rispondere di tali accuse. L’app, nata dall’acquisizione di Musical.ly da parte di Zhang Yimingun nel solo ultimo hanno ha ottenuto ad oggi un fatturato di oltre 140 miliardi di dollari con 1.5 miliardi di utenti attivi, diventando un vero must per la nuova generazione Z. Il target principale infatti è rappresentato dai ragazzi di 18-25 e i problemi legati alla privacy della stessa hanno portato l’azienda a vedersi accusata per la violazione della Children’s Online Privacy protection Act per la quale i contenuti condivisi dai piccolissimi (età < 13 anni) andrebbero immediatamente rimossi.
Rimane ora da capire se tale piattaforma costituisca una potente arma di intelligence in grado di raccogliere informazioni sui propri utenti e in tal caso mettere in atto delle modalità per limitarne l’influenza.