Secondo la World health Organisation (WHO) più di 55 milioni di persone nel mondo soffrono di demenza e ogni anno si registrano all’incirca 10 milioni di nuovi casi.
A tal proposito un gruppo di ricercatori ha deciso di soffermarsi sulla tematica per analizzare quali possano essere i fattori di rischio che potrebbero portare all’insorgenza di tale disturbo. L’autore della domanda di ricerca è la professoressa Pamela Rist del Brigham and Women’s Hospital di Boston. Grazie all’individuazione di 7 abitudini salutari che vengono stilate in una lista, l’opinione degli studiosi è quella di poter evitare che un grande quantitativo di persone possa ammalarsi.
Come dichiarato dalla dottoressa Rist, “Dal momento che ora sappiamo che la demenza può iniziare nel cervello decenni prima della diagnosi, è importante che impariamo di più su come le vostre abitudini in mezza età possono influenzare il rischio di demenza in età avanzata” e ha aggiunto che “la buona notizia è che fare scelte di stile di vita sano in mezza età può portare ad una diminuzione del rischio di demenza più tardi nel percorso di vita”.
Lo studio ha preso in causa un campione di 13.720 donne dell’età di circa 54 anni nel momento dell’inizio delle ricerche. Dopo un continuo aggiornamento sulle stesse durato all’incirca 20 anni, sono stati analizzati i risultati. Circa 1.771 donne si sono ammalate di demenza, dunque il 13% del campione iniziale.
I sintomi più frequenti che indicano l’insorgenza della malattia sono perdita di memoria, confusione, problemi a parlare e – nei casi più estremi – necessità di aiuto per lo svolgimento delle mansioni quotidiane.
Le variabili adoperate per studiare la differenza che sarebbe potuta intercorrere tra le varie donne sono 7 ed includono:
Per ognuno di questi fattori è stato assegnato un punteggio tra 0 e 1, dove 0 indicava un livello di salute molto basso o intermedio, mentre 1 rappresentava un buon livello di mantenimento dei valori.
Il risultato medio ottenuto facendo la sommatoria dei punteggi di tutte le donne è stato intorno al 4.3, insufficiente e molto sotto la media. Ma nonostante ciò, non era questo il risultato d’interesse per il gruppo di ricerca, il quale si è invece soffermato sull’importanza delle singole variabili. Per ogni aumento di 1 punto nella scala dello stile di vita individuata dai 7 fattori, il rischio di demenza parrebbe abbassarci del circa il 6%.
Un risultato incredibile se si pensa che con un corretto equilibrio tra tutti i 7 fattori una persona potrebbe evitare parzialmente o totalmente l’insorgenza di una malattia corrosiva quale quella della demenza.
A tal proposito la professoressa Pamela Rist ha dichiarato: “può essere utile per le persone sapere che, adottando misure come l’esercizio per mezz’ora al giorno o mantenendo la pressione sanguigna sotto controllo, possono ridurre il rischio di demenza.” Il nuovo studio verrà quindi presentato all’incontro annuale dell’American Academy of Neurology che avrà luogo a Boston.
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