Cosa sta succedendo in Georgia? La legge sugli agenti stranieri crea dissenso | 66 manifestanti arrestati e 50 feriti negli scontri

Cosa sta succedendo in Georgia?

Nelle ultime ore sono arrivate notizie di risse e manifestazioni per le proteste contro il sostegno del Parlamento alla legge sugli agenti stranieri.

66 manifestanti sono stati arrestati per aver ferito circa 50 poliziotti e aver forzato le barriere all’ingresso del Parlamento per raggiungere il cortile del palazzo.

Ma di cosa si tratta?

Legge sugli ‘agenti stranieri’

La legge sugli ‘agenti stranieri’ prevede che le Ong che percepiscono almeno il 20% dei loro fondi dall’estero debbano registrarsi come agenti stranieri con quindi possibili limitazioni alle loro attività, pena consistenti multe.

La legge è stata approvata in Parlamento in occasione della prima votazione, ma non in pochi si sono resi conto della somiglianza di tale norma con la legge russa che dal 2012 viene usata come repressione nei confronti di dissidenti e media indipendenti.

A sostenere tale proposta vi è il partito filo-governativo Potere del Popolo e il collettivo attualmente al governo Sogno Georgiano. Contro la legge invece si sono schierati la presidente Georgia Salome Zourabichvili e il primo partito dell’opposizione, il Movimento Nazionale Unito.

A seguito del ‘sì’ ottenuto dal Parlamento nella prima votazione (76 parlamentari a fronte dei 13 contrari), numerosi manifestanti si sono dati appuntamento di fronte al palazzo governativo nella capitale Tbilisi e hanno iniziato la loro personale protesta.

In principio il raduno aveva intenti pacifici, con manifestanti che sventolavano le bandiere dell’Unione Europea e persone che si esprimevano sul pericolo che la proposta potrebbe rappresentare in merito a una svolta autoritaria del Paese. Man mano però la situazione sembrerebbe essere degenerata, fino ad arrivare ai drammatici scontri tra polizia e protestanti che sono sfociati nel caos più totale.

Dai video diffusi in rete si assiste a numerosi lanci di molotov e pietre nei confronti della polizia, la quale ha risposto sganciando lacrimogeni e cannoni ad acqua sulla folla. Alcuni si sono limitati ad intonare l’inno nazionale della Georgia in segno di patriottismo, altri invece hanno deciso di caricare gli agenti in formazione di fronte al Parlamento per poter varcare i cancelli d’ingresso. Come sostenuto dall’agenzia d’informazione russa Ria Novosti infatti: “alcuni manifestanti hanno sfondato le barriere di ferro all’ingresso del parlamento, tentando di entrare nel cortile del palazzo”.

Intanto le tensioni non sembrano volersi arrestare. Se da una parte si pensa che “l’adozione della legge sugli agenti stranieri renderà trasparente la cosiddetta assistenza finanziaria a determinate organizzazioni non governative coinvolte in attività contro il governo” – come sostenuto dal leader del partito ‘Sogno Georgiano’ – dall’altra la risposta di Mosca appare decisa: “Josep Borrell ha detto che la legge sugli agenti stranieri, che ha provocato proteste a Tbilisi, è incompatibile con i valori della Ue. Ora è chiaro perché gli Stati Uniti non sono ancora nell’Unione europea:da loro questa legge è in vigore dal 1938″.