90esimo minuto, che fine hanno fatto? | 5 inviati che non dimenticheremo mai

Tra le tante trasmissioni sportive che hanno fatto la storia della televisione italiana e che sono entrate a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo, 90esimo minuto è senz’altro la più rappresentativa. Nata nel settembre del 70′ da un’idea di tre fantastici giornalisti: Maurizio Barendson, Paolo Valenti e Remo Pascucci, è diventata presto un vero punto di riferimento per tutti gli appassionati sportivi italiani. Per decadi milioni di appassionati hanno aspettato il tardo pomeriggio della domenica per osservare le gesta dei campioni della Serie A in un’unica trasmissione. Prima dell’avvento del web come lo conosciamo oggi, 90esimo minuto era per molti l’unico modo di collegarsi con i campi della massima serie del nostro paese, una finestra su un mondo esclusivo. Io stesso lo ritenevo un appuntamento fisso, una tappa obbligatoria della domenica mia e di mio padre. I protagonisti di questa trasmissione sono pertanto entrati nelle case di molti italiani, divenendo figure apprezzate e particolarmente riconoscibili. Chi sono però gli inviati più indimenticabili? Quelli che ancora oggi vengono ricordati perla loro lunga militanza all’interno del programma RAI o per qualche altro aspetto particolare. Scopriamo insieme i 5 inviati che non dimenticheremo mai.

Paolo Valenti

Oltre ad esserne uno dei fondatori, Paolo Valenti è stato anche per 20 anni circa il principale volto della trasmissione. Nato a Roma nel 22′, dopo la laurea in lettere, inizia a lavorare in RAI nel 50′. Inizia commentando numerosi eventi sportivi rilevanti dell’epoca, come il Giro d’Italia in più occasioni, eventi automobilistici e del pugilato, tra cui la finale dei pesi medi del 67′ tra Griffith e Nino Benvenuti. Ha inoltre funto da inviato per quattro edizioni delle Olimpiadi. La sua popolarità è però dovuta alla conduzione di 90esimo minuto, che ha mantenuto fino all’ottobre del 90′, Si sarebbe di lì a poco. Una particolarità di questo giornalista, aspetto che aiuta anche molto bene a comprendere il personaggio, è che non avesse mai dichiarato la squadra tifata, cercando di mantenere nei suoi commenti la massima imparzialità. Aveva anche affermato che sarebbe apparso pubblicamente con i colori della propria squadra il giorno in cui avesse smesso di condurre la trasmissione in questione. Purtroppo non fece in tempo, e fu soltanto il collega Nando Martellini, visibilmente emozionato, ad annunciare l’amore di Valenti per la Fiorentina.

Piero Pasini

Altro grande giornalista storico della RAI, e in particolare di 90esimo minuto, che merita di essere ricordato in questa sede, è senz’altro Piero Pasini. Nato a Bologna nel 26′, Pasini è stato una delle voci più popolari della Rai di Bologna dalla fine dei 50′ fino a inizio 80′. Lavorò sia per la radio, con “tutto il calcio minuto per minuto” che per la televisione, con il Telegiornale, 90esimo minuto e “La Domenica Sportiva”. Una curiosità che lo riguarda è come sia stato l’unico testimone di un evento storico/sportivo più unico che raro. Alle Olimpiadi di Monaco del 72′ infatti Pasini è stato testimone diretto dell’assalto compiuto al villaggio Olimpico da un commando palestinese. L’obiettivo di questi era prendere in ostaggio gli atleti israeliani. Altra curiosità che lo riguarda è quella di essere deceduto in postazione cronaca del Dall’Ara di Bologna. Questo stadio gli ha dedicato la tribuna stampa, tra le altre cose. Un attacco cardiaco, infatti, lo colse in occasione di Bologna-Fiorentina 0-2 del 13 dicembre 1981, pochi minuti dopo aver fatto la sua comparsa nel collegamento pre-partita. Se non è dedizione alla causa questa.

Gianni Vasino

Nato in provincia di Ferrara nel 36′, di lì a poco si trasferì con la famiglia a Sanremo. Nel 60′ è chiamato a Milano dal Corriere Lombardo  e dopo qualche anno di gavetta tra Genova Milano. La vera svolta è nel 68′: vince le selezioni regionali per radiocronisti e segue un corso a Roma di 8 mesi con lezioni di Paolo Valenti e Umberto Eco. Lo stesso Paolo Valenti lo vuole per 90esimo minuto. Segue le partite di quasi tute le squadre lombarde, e per ventidue anni appare tutte le domeniche a 90esimo minuto, diventando volto noto e apprezzato. La sua classica apertura di trasmissione “amici sportivi, buon pomeriggio” è nella storia del giornalismo sportivo italiano senza ombra di dubbio.

Gian Piero Galeazzi

Giungiamo ad una delle figure che più di tutte è stata presente nell’immaginario collettivo degli italiani e in grado di divenire una vera e propria icona pop. Dopo la carriera da professionista del canottaggio, di cui è stato anche campione italiano, viene ingaggiato dalla RAI quando ancora non ha terminato la carriera. Dopo un inizio in radio passa rapidamente in televisione. Si divide tra “la domenica sportiva“, “mercoledì sport” e altre trasmissioni sportive. Intanto si dedica anche al commento di altri sport, come il tennis e il suo canottaggio, o di altre questioni, come con la famosa trasmissione da inviato a Reykjavík (città in cui si trovava per seguire un evento sportivo) per l’incontro tra Reagan e Gorbačëv. Continua a collaborare in diverse trasmissioni RAI legate al mondo dello sport, a 90esimo minuto, in particolare, dimostra anche una vena comica molto apprezzata. Muore a Roma nel novembre del 21′ in seguito ad una brutta forma di diabete, lascia un ricordo indelebile di sé.

Franco Lauro

Giungiamo alla fine ad uno dei volti più riconoscibili e amati di RAI sport per quello che riguarda gli ultimi anni. Dopo una gavetta in televisioni e radio private della capitale, il giornalista nato a Roma nel 61′ riesce ad approdare in RAI nell’84’. Commenta 8 Olimpiadi estive e una invernale (Torino 2006), 6 campionati mondiali di calcio, altrettanti europei di calcio, 12 campionati europei di pallacanestro, 3 mondiali di pallacanestro e molte altre importanti competizioni sportive. Ciò lo rende una voce particolarmente familiare per molti appassionati di sport del nostro paese, in particolare i fan di calcio e basket. Conduce anche diverse trasmissioni sportive quali “La domenica sportiva“, “Domenica sprint” e altre, fino ad approdare nel 2008 alla conduzione di 90esimo minuto, che mantiene fino al 2014. Muore improvvisamente, all’età di soli 58 anni, nell’aprile del 2020, in piena emergenza pandemica, a causa di un malore. Sarà senz’altro ricordato negli anni a venire come esempio di grande professionalità e competenza.