European State of the Climate 2022 da brivido (e non di freddo) | Ecco perché la Terra ha i giorni contati

È stato diffuso lo spaventoso Rapporto Europeo Annuale sul Clima.

Vi ricordate la famosa canzone di Jovanotti?
Io penso positivo, perché son vivo, perché son vivo.
Ecco, probabilmente non per molto.

Il 2022 è stato l’anno più secco della storia europea.
Dati che fanno venire i brividi, 
se si considera che la temperatura media nel mondo è stata di ben 1,2 gradi superiore ai livelli pre-industriali, 2,2 gradi Celsius se si considera la sola Europa. Magari, da bravi Trumpiani, questo dato potrebbe non suggerirvi un bel niente. E anzi penserete che il tutto possa facilmente risolversi accendendo il condizionatore.

E invece no!
Ve lo spiega bene il rapporto European State of Climate 2022 (ESOTC), nel quale i responsabili all’osservazione della Terra hanno racchiuso tutte le loro preoccupazioni sotto forma di calcoli percentuali e grafici criptici che in parole povere vogliono comunicarci ‘presto morirete tutti!’.

Tutti i buoni motivi per iniziare (o continuare) a preoccuparsi

Scarsità di piogge, onde di calore senza precedenti, siccità, radiazioni solari, emissione di CO2.
Insomma, proprio zero notizie positive.
E quest’anno non sarà l’unico se continueremo ad andare avanti così.

L’Accordo di Parigi del 2015 si era riproposto di mantenere l’aumento della temperatura sotto i 2 gradi rispetto al periodo pre-industriale 1850-1900. Un obiettivo che ci si augurava di riuscire a raggiungere a decorrere dal 2020, ma che apparentemente siamo ben lontani dal toccare.

Nel 2022 l’Europa ha ricevuto la quantità più elevata degli ultimi 40 anni in merito a radiazione solare superficiale. Le emissioni totali nell’estate dello stesso anno sono state le più alte dal 2007. Il 23% della calotta polare ha subito un completo scioglimento. Record anche per la Groenlandia, dove le temperature sono state di 8 gradi centigradi superiori alla media.

Un terzo del continente è stato interessato da siccità, causata anche dai frequenti incendi che hanno bruciato circa 900 mila ettari di foreste tra Francia, Spagna e Portogallo. Il 63% dei fiumi è stato sotto il livello di guardia e sulle Alpi sono scomparsi 5 chilometri cubi di ghiacciai e circa 50 giorni di neve in una sola estate.

In merito alle condizioni che si sono presentate, il vicedirettore del servizio per il cambiamento climatico di Copernicus (Copernicus Climate Change Service, C3S) Samantha Burgess ha dichiarato: “La riduzione delle emissioni di gas serra è un imperativo per mitigare le peggiori conseguenze del cambiamento climatico. Comprendere e rispondere ai cambiamenti e alla variabilità delle risorse energetiche rinnovabili, come l’eolica e la solare, è fondamentale per sostenere la transizione energetica verso il NetZero. Dati accurati e tempestivi migliorano la redditività di questa transizione energetica”.

E aggiunge: “immaginate le giornate come un mazzo di carte: le carte nere sono giornate fresche, le carte rosse quelle calde. Più aumentiamo la concentrazione di gas serra e più togliamo carte fresche dal mazzo, che invece si riempie di carte torride”.

Di questo passo, l’unica cosa che ci rimarrà tra le mani sarà un mazzo di carte totalmente rosso.