Evo Morales è un politico boliviano che è stato il presidente della Bolivia dal 2006 al 2019.
Rieletto per tre mandati consecutivi, Morales ha rassegnato le dimissioni nel 2019 in seguito alle proteste e alla pressione sociale. L’ex presidente era infatti stato accusato di brogli elettorali durante le elezioni del 20 ottobre 2019. Le sue dimissioni furono inoltre spinte dalle pressioni dell’esercito e della polizia, azioni che sono state considerate un vero e proprio colpo di stato da molti paesi. In seguito all’accusa di brogli fu anche costretto all’esilio. Tornò in Bolivia il 9 novembre 2020 dopo essere stato un anno fuori dal paese.
Tutt’ora leader del Movimento per il Socialismo (MAS), Evo Morales è stato il primo presidente indigeno a guidare lo Stato boliviano, per questo viene soprannominato anche “el Indio”.
Quando il suo partito vinse le elezioni, ottenne la maggioranza assoluta con il 54% dei voti. Nelle elezioni del 2009 Morales ha ottenuto il 64% dei voti, permettendo al suo partito di far eleggere 85 dei 130 deputati e 24 dei 36 senatori.
Durante i suoi governi Morales ha posto particolare attenzione verso i diritti umani e approvò una serie di misure come il sussidio per gli anziani e per le donne incinta.
Morales è il responsabile della ripresa economica e non della Bolivia. Quando è salito al potere la Bolivia era uno dei paesi più poveri del Sudamerica, ad oggi invece è, insieme a Panama, il paese con la maggior crescita economica. Morales investì per aiutare la parte più indigente della popolazione. Negli anni del suo governo la povertà assoluta scese dal 38% al 18%.
L’analfabetismo è quasi scomparso e la mortalità infantile si è dimezzata. Anche grazie alla crescita nel prezzo delle materie prime, il paese ha avuto una crescita media annuale del 5% e il PIL pro-capite è triplicato, passando sa 1000 a 3600 dollari a persona.
L’esilio e le recenti accuse del Perù
Evo Morales fu costretto alle dimissioni e all’esilio in Messico nel 2019, con l’accusa di brogli elettorali che non furono mai provati ufficialmente.
C’è chi, come Alberto Fernandez, considera l’accaduto un vero e proprio “golpe civile”, mentre invece ci sono altri che hanno gioito del suo esilio. Donald Trump ad esempio dichiarò che le sue dimissioni e il suo esilio furono “un momento significativo per la democrazia”.
Nelle settimane successive seguirono violente proteste da parte dei sostenitori del MAS, pronti anche alla guerra civile per sostenere Morales. A vincere le elezioni fu Luis Arce, attuale presidente della Bolivia e socialista considerato l’erede spirituale di Morales.
Le elezioni furono convocate di nuovo solo nel 2020, dopo che Jeanine Áñez prese il posto di Evo Morales basando la successione sul principio dell’immediatezza.
Da poco Evo Morales ha accusato i politici di destra peruviani di avere un piano contro di lui. Il governo del Perù aveva accusato l’ex presidente boliviano di aver sostenuto e fomentato le proteste contro l’attuale governo di destra di Dina Boluarte. Il governo peruviano ha inoltre interdetto all’ex presidente della Bolivia l’accesso nel paese.
Di tutta risposta Morales aveva dichiarato che le accuse del Perù erano minacce per evitare che lui denunciasse i massacri contro i leader indigeni.
Morales accusa i politici peruviani di destra e anche quelli boliviani di aver organizzato un complotto contro di lui.