Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, non ha mai avuto altre tessere, solo quella della Lega. Aveva poco più di 20 anni quando è nato il partito, avvicinato da Gian Paolo Gobbo (poi sindaco di Treviso dal 2003 al 2013), ha poi conosciuto Umberto Bossi ed ha iniziato così la sua carriera. Ma cosa faceva prima di entrare in questo mondo?

Le tappe della carriera politica

La prima volta nel 1993 è stato eletto consigliere comunale a Godega di Sant’Urbano, un paese che oggi ha circa 6 mila abitanti, in provincia di Treviso. Le 61 preferenze ottenute gli hanno permesso di essere nominato capogruppo. Due anni dopo, nel 1995, a 27 anni, Zaia si candida al consiglio provinciale di Treviso e viene eletto con 3.961 preferenze per diventare assessore all’agricoltura. La Lista personale di Zaia compare la prima volta alle elezioni del 2015. La sua lista ottiene il 23, la Lega il 18 e Forza Italia il 6. Era però l’anno della separazione con l’allora sindaco di Verona, Flavio Tosi, che da capo della Liga Veneta è arrivato alla rottura con Matteo Salvini e Roberto Maroni fino alla corsa solitaria contro il suo ex partito.

Passano solo 3 anni ed è lui il candidato presidente della Provincia, nel 1998, in una campagna elettorale dove la Lega Nord-Liga Veneta si presenta da sola. Zaia, grazie a quella vittoria, ha ottenuto il titolo di presidente di Provincia più giovane d’Italia. Nel 2002 ha vinto di nuovo ed è ricordato per il progetto strade sicure che ha contribuito ad abbassare di oltre la metà i morti per incidente.. Nel 2005 però fa un altro salto, accetta la nomina a vice presidente della Regione Veneto: si occupa di agricoltura e turismo prima di salire ancora di livello per diventare Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali del governo di Silvio Berlusconi da maggio del 2008, fino a quando nel 2010 vince per la prima volta le elezioni regionali da candidato presidente.

Zaia prima della politica

Sono 22 anni che Zaia ricopre ruoli politici di primo piano, ma non ha fatto solo quello. Ha iniziato a lavorare da minorenne nell’officina di suo padre, dai 18 anni ha lavorato come cameriere, uomo delle pulizie, muratore, ha dato lezioni private di chimica, ha insegnato ad andare a cavallo, ha fatto l’operaio in una azienda di pellami, ha fatto l’uomo delle pubbliche relazioni per le discoteche e l’organizzatore di feste.

Ieri peraltro, Zaia si è reso protagonista di un siparietto proprio in merito a questo argomento, che lo ha visto opporsi a un contestatore durante la festa della Lega Romagna, in corso a Cervia. “Vai a lavorare”, gli ha urlato un uomo passando dietro al palco dove  il governatore stava tenendo un discorso. Lui risponde prontamente: “E tu che lavoro fai?”. Allontanandosi, il contestatore risponde: “Il muratore”. Quindi Zaia prosegue rivolgendosi alla platea. “La mia prima partita Iva l’ho fatta a 18 anni. Sono figlio di un meccanico e di una casalinga che mi hanno educato al rispetto. Questo signore non ne ha”. E aggiunge, rispolverando qualche vecchio pregiudizio da leghista: “Dall’accento non mi pare uno della Romagna, questo”.