La formica di fuoco si diffonde in Sicilia | Cosa sappiamo e cosa dobbiamo aspettarci

Da una ricerca pubblicata su Current Biology si apprende che la formica di fuoco o formica guerriera, la quinta specie invasiva più dannosa al mondo, ha già colonizzato una estesa area fra Siracusa ed Augusta in Sicilia (attualmente si ritiene ci siano 88 nidi in un’area di 4,7 ettari),  dove è probabilmente sbarcata dopo un passaggio in uno dei cargo che attraccano nella rada di Augusta.

Originaria del Sudamerica, in poco più di un secolo, la formica di fuoco si è rivelata una minaccia concreta per l’economia di Stati Uniti, Messico, Caraibi, Cina, Taiwan e Australia e solo in Nuova Zelanda si è riusciti a estirparla dopo l’arrivo. La Solenopsis invicta, nome scientifico della formica guerriera, è di colore bruno rossastro di piccole dimensioni, con una lunghezza che va dai 2 mm ai 4 mm, ed è dotata di un pungiglione velenoso che infligge punture molto dolorose, come quelle provocate da un fiammifero acceso conficcato sotto la pelle.

Tuttavia, queste formiche sono considerate dannose non solo per il dolore causato dalla puntura, ma perché la costruzione dei formicai può danneggiare le radici delle piante, portando alla perdita di intere piantagioni, interferendo con la produzione agraria. Sovente infatti i formicai appaiono contemporaneamente in campi o in aree suburbane. Oltre a sostituire le specie di formiche locali e a co-causare l’estinzione locale di altre specie di vertebrati, la Solenopsis invicta è nota per la capacità di danneggiare il materiale elettrico. Ancora , da non sottovalutare i profili di rischio diretto per la salute umana, visto che questa specie di formiche può scatenare veri e propri shock anafilattici.

L’entomologo Mattia Menchetti, che ha guidato uno studio scientifico in proposito, ha reso noto che è già in corso la pianificazione dell’eradicazione ed il monitoraggio della specie da parte della Regione Sicilia . Il ricercatore sollecita la partecipazione dei cittadini nella segnalazione della possibile presenza di questa specie che annovera fra i “predatori generalisti”, causando, nei luoghi in cui si insedia, la diminuzione della diversità di invertebrati e piccoli vertebrati. Inoltre lo studioso conferma che il veleno contenuto nel loro aculeo è idoneo ad avere un impatto anche su animali giovani, deboli, o malati.

Formica di fuoco, cosa fare in caso di puntura

Sfortunatamente la puntura causata ta da questo tipo di animale è una delle più dolorose mai registrate, potendo perfino causare un grave choc anafilattico.

Ciò accade a causa del loro pericoloso pungiglione che, in caso di puntura, deve essere estratto con cautela: successivamente potrebbe essere necessario applicare una crema cortisonica o del ghiaccio. Importante quindi fare attenzione alla propria pelle: se si dovesse presentare un morso centrale con tante punture più piccole attorno, potrebbe essere stato causato dalla formica di fuoco. Il dolore dovrebbe passare dopo pochi minuti, ma il gonfiore può resistere anche dopo 70 ore: in tal caso, fondamentale recarsi al pronto soccorso per le giuste cure.