Attilio Cubeddu è vivo? Chi è il superlatitante in fuga da 26 anni

Attilio Cubeddu, superlatitante ricercato dal 1997. Questo uno dei nomi all’interno del‘programma speciale di ricerca’ del Governo.

Morto Messina Denaro, diventa lui il latitante più famoso.

76 anni, originario di Arzana (in provincia di Nuoro), fu arrestato nell’aprile del 1984 a Riccione e condannato a 30 anni di carcere.

In carcere riuscì ad ottenere numerosi permessi premio. Tuttavia, durante uno di questi permessi, concessogli nel gennaio del 1997 con rientro previsto per il 7 febbraio, non tornò al carcere di Badu ‘e Carros di Nuoro e si diede alla latitanza, rimanendo coinvolto nell’omicidio del poliziotto dei Nocs Samuele Donatoni, poi assolto in via definitiva nel 2017. Molti sospetti su di lui, anche se non venne mai incriminato, per il sequestro di Silvia Melis, rapita a Tortolì, in Ogliastra, nel 1997.

Tutti questi rapimenti erano conseguenza della sua partecipazione all’Anonima sequestri, espressione giornalistica utilizzata dai media italiani per riferirsi a gruppi criminali originari della Sardegna dediti a sequestri di persona, assalti e rapine a mano armata in prevalenza dagli anni 1960 agli anni 1990.

Per cercare di combattere il fenomeno del banditismo sardo fu istituita una commissione parlamentare d’inchiesta, oltre a modifiche legislative volte a rendere più severe le pene per il reato di sequestro di persona e più veloce la procedura di pignoramento sui beni.

Tra i più celebri rapimenti a cui partecipò il latitante, ci fu quello di Giuseppe Soffiantini. L’ imprenditore di Manerbio (Brescia), rapito il 17 giugno 1997 e rilasciato dopo 237 giorni di prigionia dopo il pagamento di circa 5 miliardi di lire e soprattutto dopo che gli venne tagliata la cartilagine di entrambe le orecchie (una delle quali venne recapitata con una lettera negli studi del TG5).

Secondo quanto ricostruito, inizialmente Soffiantini fu rapito da altri banditi sardi e solo successivamente ceduto a Cubeddu e Giovanni Farina, altro criminale poi arrestato nel 1998 in Australia.

Il 18 marzo di quell’anno vennero anche diramate le ricerche in campo internazionale, per arresto ai fini estradizionali di Cubeddu.

La teoria sulla sua morte e le novità più recenti

Alcuni sostengono che Cubeddu sia in realtà morto, ucciso proprio da Farina durante la spartizione del riscatto.  Tuttavia questa teoria non ha mai avuto conferma e nel 2012 il procuratore Domenico Fiordalisi ha riaperto le indagini sul latitante, convinto che in realtà non sia morto e si nasconda insieme alla famiglia nel suo territorio, l’Ogliastra, protetto da molti fiancheggiatori.

Attualmente non si sa nulla di lui.

L’ultima novità risale al 2018, quando i Carabinieri del Ros, in esecuzione di un decreto della Corte d’Appello di Roma, confiscarono ad Arzana una palazzina di quattro piani del valore stimato di circa 400mila euro, edificata, secondo gli inquirenti, grazie ai proventi derivanti dalle attività illecite condotte dal latitante e dove vivono la moglie e le figlie, che hanno ricevuto la notifica dello sfratto nel novembre 2022.