Le potenze economiche nel mondo | Italia: da quarta potenza a paese destinato a scomparire dalle prime dieci

Nel mondo contemporaneo tutto si muove veloce. Moltissime cose cambiano da un giorno all’altro ed è difficile rimanere al passo con i tempi.

Così come in ogni aspetto della vita, anche la situazione economica dei paesi si muove velocemente e nel corso degli anni è cambiata molto.

Le principali potenze rimangono quasi le stesse, alternandosi il podio e le prime posizioni. Mentre invece se ci concentriamo sulle prime 10 posizioni vediamo come la situazione sia cambiata da 30 anni a questa parte.

Parliamo dei paesi con il prodotto interno lordo più alto, comparando la situazione dal 1992 ad oggi.

Nel corso degli anni molte cose sono mutate, con paesi che sono destinati a scomparire dai primi dieci posti e altri invece che sono nuovi tra le economie più potenti del mondo.

Dal 1992 fino ad oggi il leader indiscusso sono gli USA, seguito negli anni ’90 da Giappone e dai paesi europei, in ordine Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna. Nelle “ultime” tre posizioni troviamo Canada, Russia e Cina. Proprio quest’ultima ha fatto negli ultimi anni una vera e propria galoppata, in particolare dagli anni 2000. Dalla 10 posizione è arrivata alla seconda potenza mondiale, con buone probabilità di superare gli Stati Uniti nei prossimi anni.

Dato interessante riguarda anche l’India, che se prima non era nemmeno presente tra le più potenti economie del mondo, dal 2010 si aggiudica il podio e si posiziona addirittura come terza potenza mondiale, secondo alcune fonti è addirittura destinata a raggiungere il PIL statunitense.

Anche la Russia ha fatto un cambiamento notevole negli anni 2000, passando da nona a quinta potenza economica nel mondo, scavalcano Italia, Brasile e Germania.

Preoccupante è invece la situazione dei paesi europei, che molto forti negli anni ’90 hanno a mano a mano perso sempre più potere e si trovano adesso nelle posizioni più basse, con alcuni paesi come Francia, Italia e Spagna che nei prossimi anni rischiano di essere tagliati fuori dalle prime dieci potenze del mondo.

È interessante vedere come negli anni ’90 la prevalenza di potenze economiche riguardava paesi europei, mentre invece adesso ai vertici si trovano per la maggior parte paesi asiatici, con la Cina che spinge fortissimo, il Giappone sempre stato nei primi posti e l’inserimento di India ed Indonesia.

La situazione dell’Italia

Era il 16 maggio 1991 quando il Corriere della Sera titolò “Italia quarta potenza”, rifacendosi alle dichiarazioni dell’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti.

Nel nostro paese tra il 1950 e il 1992 il valore assoluto del PIL quadruplicò, aumentando in media del 4% all’anno. All’alba degli anni ’90 l’Italia era la quarta economia mondiale e la prima europea, con i cittadini italiani che erano tra i più ricchi del mondo. Il livello di benessere aveva raggiunto livelli record, con accesso universale a sanità, istruzione terziaria e ad un sistema pensionistico tra i più generosi al mondo.

I primi anni ’90 però furono una fase scioccante per l’Italia, con la svalutazione della lira nel 1992 che portò a una recessione per la prima volta dopo 19 anni. Il 1992 fu l’anno in cui l’Italia passò ad essere una delle potenze economiche mondiali al fanalino di coda d’Europa.

La ripresa non è mai stata rapida e nonostante il periodo positivo per il commercio tra il 1993 e il 2007, il PIL italiano è aumentato molto meno rispetto alla media dell’Unione Europea.

Mentre l’economia smetteva di crescere in Italia, nel resto del mondo la competizione si ampliava, con il rafforzamento della Germania dopo la caduta del Muro di Berlino, con la fine del comunismo in Russia e con la vertiginosa crescita della Cina.

Durante questa fase di ampliamento l’Italia non è riuscita a stare al passo con il mercato mondiale.

I livelli di povertà in Italia sono aumentati sempre di più a causa di stagnazione dei salari medi, aumento dei contratti a termine determinato e part-time e aumento di disoccupazione a lungo termine.

E per quanto riguarda il presente e il futuro le prospettive sono tutt’altro che rosee: secondo l’Istat il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2023 sia nel 2024, in rallentamento rispetto al 2022. In compenso, si tratta di un risultato migliore rispetto a quello previsto – giacché solo lo scorso aprile si pensava che nel 2023 l’economia italiana avrebbe vissuto una contrazione dello 0,4%.