Chi è Oleksandr Syrskyi, il comandante in capo delle Forze armate ucraine nato in Russia?

Giovedì 8 febbraio 2024, a seguito di mesi di tensione, il presidente ucraino Zelensky ha rimosso dall’incarico di Comandante in capo dell’esercito ucraino il generale Valery Zaluzhny, e lo ha sostituito col generale Oleksandr Syrskyi. Nel periodo in cui Syrskyi si trovava a capo delle forze di terra ha contribuito a far raggiungere all’esercito ucraino alcuni dei più importanti successi militari, da quando è iniziata l’invasione russa.

Per cosa è ricordato maggiormente Syrskyi?

Il 24 febbraio del 2022, la Russia invase l’Ucraina da più direzioni, mirando a soggiogare in tempi rapidi Kyïv e, con tutta probabilità, a instaurare un governo filorusso: sotto la guida di Syrskyi, l’esercito ucraino combatté per settimane, prima resistendo ai tentativi russi di accerchiamento della città e poi contrattaccando, fino al completo ritiro dei russi verso inizio di aprile dello stesso anno. In secondo luogo, per il suo strenuo impegno, gli fu conferita l’onorificenza di “Eroe dell’Ucraina”, la più importante e illustre del Paese.

Syrskyi fu anche il generale che pianificò e guidò la controffensiva dell’autunno del 2022, nella zona di Kharkiv, città dell’Est dell’Ucraina, in cui lunghi combattimenti contro i russi, l’esercito ucraino riuscì a riconquistare una serie di città, tra cui Izyum.

Perché è un personaggio controverso?

Tuttavia, nonostante queste vittorie, Syrskyi è ritenuto una figura piuttosto impopolare tra i soldati ucraini e la sua nomina solleverà probabilmente varie polemiche. Difatti, Syrskyi fu parecchio criticato, sia dall’esercito sia da alcuni analisti militari, per la pertinacia e l’ostinazione usate per difendere Bakhmut, cittadina che è stata scenario bellico per ben nove mesi. Di fatto, si ostinò a far combattere i soldati ucraini, nonostante le ingenti perdite, anche quando a Bakhmut non era rimasto più nulla: secondo molti avrebbe dovuto valutare un ritiro e portare in salvo l’esercito.

Per comprendere quali conseguenze porterà la nomina di Syrskyi a Capo dell’esercito ucraino ci vorrà del tempo, siccome bisogna valutare anche come Zelensky ha intenzione di riformare il resto della leadership militare ucraina. La situazione per l’esercito ucraino, comunque, è da tempo complicata: sul campo di battaglia non ci sono stati avanzamenti rilevanti da mesi, la Russia ha ripreso a bombardare in modo molto intenso il Paese, raggiungendo anche Kyïv, l’esercito ucraino necessita di armi e munizioni nuove, nonché l’appoggio dei governi occidentali. Pertanto, per via di varie ragioni, anche interne, l’esercito ucraino è più vacillante ora rispetto che agli inizi della guerra.

Quali sono state le sue esperienze passate?

Syrskyi è nato nel luglio del 1965 nella regione russa di Vladimir. Vive in Ucraina dagli anni Ottanta, è sposato e ha due figli. Come molti altri membri dell’esercito ucraino ha studiato a Mosca alla Scuola superiore di comando militare, e per alcuni anni all’inizio della sua carriera, ha prestato servizio nell’esercito russo. Per alcuni analisti militari, il suo metodo di guidare l’esercito è incentrato su una formazione rigidamente gerarchica, di stampo sovietico.

Prima di essere nominato Capo delle forze di terra dell’esercito ucraino, nel 2019, aveva capeggiato le forze ucraine in alcuni degli scontri nella regione orientale ucraina del Donbass, dove in pratica la guerra con i russi è pendente dal 2014. Fu in quel periodo che, grazie alle sue capacità, gli venne attribuito l’appellativo di “Leopardo delle nevi”.