Roberta Palopoli, psicologa, talentuosa figlia d’arte (sua madre è l’attrice Simona Marchini), ha introdotto nel 2022 il romanzo, di cui lei è autrice, “Mater Dolcissima” per Emersioni Editore, ambientato in una famiglia della borghesia romana.
Che cosa ha svelato Roberta Palopoli in relazione al suo romanzo?
Più che un’esigenza, la Palopoli ha analizzato il mondo, in cui ha vissuto per la maggior parte della sua esistenza, ed ha preso ispirazione da una storia reale, romanzando poi tutti i particolari, sviluppando personaggi, basati su persone conosciute, esasperando alcune loro vicende e inventandone completamente delle altre. Non racconta molto di lei, a parte sensazioni, opinioni che fa esprimere ad ogni personaggio, uomo o donna che sia, speranze e rassegnazione che a tratti rileva nella vita quotidiana.
Per quanto riguarda i personaggi, lei li ama tutti a prescindere, senza fare grandi distinzioni. Quello che forse le fa meglio sperare, che lascia aperta una finestra, è Renato, coinvolto a malincuore nella storia della famiglia Giusti. Apprezza decisamente Marco, ama la rabbia preponderante di Anna e il profondo rancore di Lorenzo. Con tutta probabilità, quella che disprezzato di più è Betta che, pur spegnendosi, si rivela la più autoritaria fra tutti, capace di soggiogare la famiglia, anche sotto forma di fantasma.
Le differenze sociali, invece, si superano soltanto con grande arguzia e abilità di non rinfacciare qualsiasi cosa, o di assumere atteggiamenti da perenne vittima. Ancora ora, se la differenza proviene dalla donna, tende ad essere amalgamata più facilmente, mentre se la persona benestante è proprio la donna, l’uomo patisce parecchio la condizione, per questioni culturali e di machismo intrinseco. Non è sicura se si possa appianare tale dislivello, ma forse, sarebbe possibile soltanto ritenere come fondamenta della vita i sentimenti, e non il vile denaro. La sua speranza è che ognuno possa far sentire la propria voce, in ogni rapporto interpersonale.