Esteri

Cos’è successo tra Israele e Hamas nella città di Rafah? Ultimi aggiornamenti sul massacro al campo profughi

Ieri, per la prima volta dopo quasi sei mesi, una raffica di razzi è stata lanciata dalla Striscia di Gaza verso il centro di Israele, provocando l’attivazione del sistema di difesa Iron Dome.

Il lancio è stato rivendicato da Hamas.

Le sirene di allarme sono state udite a Herzliya, Kfar Shmaryahu, Ramat Hasharon, Tel Aviv, Petah Tikva e in diverse comunità più piccole.

L’esercito di Israele ha risposto con un attacco e così almeno 35 persone sono state uccise e decine sono rimaste ferite nell’attacco israeliano contro un campo di profughi nei pressi di Rafah.

L’esercito di Israele ha confermato l’attacco di ieri sera a Rafah, precisando di aver mirato una sede di Hamas mentre era in corso una riunione di alto livello. “L’attacco è stato effettuato contro terroristi, che sono un bersaglio in conformità con il diritto internazionale, utilizzando munizioni di precisione e sulla base di informazioni di intelligence che indicano l’uso dell’area da parte di terroristi di Hamas”, dice l’esercito.

Si stima che siano almeno 50 le vittime a causa dell’attacco israeliano al campo profughi situato nel nord-ovest di Rafah, nel quartiere di Tal al Sultan.

Hamas spinge i palestinesi a insorgere contro il massacro dell’esercito israeliano a nella Striscia di Gaza, in particolare nella città di Rafah.

Questo quanto affermato in un comunicato dal gruppo palestinese: “Alla luce dell’orribile massacro sionista commesso questa sera dall’esercito criminale di occupazione contro le tende degli sfollati invitiamo le masse del nostro popolo in Cisgiordania, a Gerusalemme, nei territori occupati e all’estero a sollevarsi e marciare con rabbia contro il massacro sionista in corso contro il nostro popolo nel settore.”

Il portavoce presidenziale palestinese, Nabil Abu Rudeineh dell’ANP, ha condannato l’attacco deliberato dell’esercito israeliano contro i rifugiati nel campo di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, definendolo “un massacro che oltrepassa ogni limite”.

Ha sottolineato l'”urgente necessità di un intervento immediato per fermare i crimini commessi contro il popolo palestinese”. Ha aggiunto che “il perpetrare di questo atroce massacro da parte delle forze di occupazione israeliane sfida tutte le risoluzioni di legittimità internazionale, in particolare la chiara sentenza della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) che ordina a Israele di porre fine all’offensiva militare contro la città di Rafah e di proteggere il popolo palestinese”.

Il portavoce presidenziale ha anche invitato l’amministrazione statunitense “a costringere Israele a porre fine all’aggressione in Cisgiordania, compresa Gerusalemme, che è soggetta a un’aggressione costante che mira ai cittadini e ai loro luoghi sacri musulmani e cristiani”.

Secondo l’agenzia di stampa Wafa, citando fonti locali, il bilancio dell’attacco israeliano alla tendopoli nell’area di Tal as-Sultan è di 40 morti, con la maggior parte delle vittime donne e bambini, e molti di loro sono stati bruciati vivi. Decine di feriti sono stati trasportati negli ospedali della zona, tuttavia, la Mezzaluna Rossa Palestinese ha segnalato che gli ospedali non sono in grado di gestire questo gran numero di pazienti.

Inoltre, nella giornata di domani, 28 maggio 2024, tre Paesi, Spagna, Irlanda e Norvegia, riconosceranno lo Stato della Palestina. Questo segna una giornata storica per il raggiungimento di una coesistenza pacifica in Medio Oriente.

In risposta a ciò, il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato oggi di aver comunicato al Consolato spagnolo a Gerusalemme che dovrà cessare la fornitura di servizi consolari ai palestinesi a partire dal primo giugno. Questa decisione è stata presa in seguito al riconoscimento da parte di Madrid dello Stato palestinese.

Raffaella Lionetto

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