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L’influenza aviaria, spesso chiamata “aviaria”, è un’infezione virale altamente contagiosa che colpisce principalmente gli uccelli, ma può infettare anche altri animali e, raramente, esseri umani. Ecco una panoramica delle informazioni chiave:

L’influenza aviaria è causata da virus dell’influenza A, i quali sono divisi in sottotipi basati su due proteine di superficie: emoagglutinina (H) e neuraminidasi (N). Alcuni sottotipi noti sono H5N1, H7N9 e H5N8.

Trasmissione e Sintomi

Uccelli : Gli uccelli selvatici, specialmente gli acquatici, sono portatori naturali del virus e possono diffonderlo senza mostrare sintomi. Il virus può essere trasmesso agli uccelli domestici come polli e tacchini attraverso il contatto diretto o indiretto (ad esempio, attraverso acqua o cibo contaminati). Tra i sintomi troviamo: depressione, diminuzione della produzione di uova, sintomi respiratori (tosse, starnuti), gonfiore della testa e del collo, diarrea.

Umani: La trasmissione agli esseri umani è rara e solitamente avviene attraverso il contatto diretto con uccelli infetti o con superfici contaminate dalle loro secrezioni. Il rischio di trasmissione da persona a persona è molto basso. I sintomi sono: febbre alta, tosse, dolori muscolari, mal di testa, sintomi respiratori gravi come polmonite, congiuntivite.

Situazione Globale e il Primo Caso Umano al Mondo

Focolai di influenza aviaria si verificano periodicamente in tutto il mondo, con impatti significativi sull’industria avicola e sulla salute pubblica. Le autorità sanitarie monitorano attentamente l’evoluzione del virus per prevenire potenziali pandemie.

Il Messico ha segnalato “il primo caso umano confermato in laboratorio a livello globale” di influenza aviaria da virus A/H5N2. La vittima è un uomo messicano di 59 anni, deceduto, che soffriva già di diverse altre patologie e per il quale non è stata riscontrata alcuna “esposizione a pollame o altri animali”.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha comunicato la notizia dopo che, il 23 maggio scorso, le autorità messicane hanno riferito il caso alla Pan American Health Organization (PAHO), l’ufficio regionale dell’OMS per le Americhe.

Prima di manifestare sintomi acuti, l’uomo era stato allettato per 3 settimane per altre ragioni. Il 17 aprile ha iniziato a manifestare febbre, fiato corto, diarrea, nausea e malessere generale. Il 24 aprile ha richiesto cure mediche ed è stato ricoverato presso il National Institute of Respiratory Diseases ‘Ismael Cosio Villegas’ (Iner) di Città del Messico, dove è purtroppo deceduto il giorno stesso a causa di complicanze.