Scienza

Il 21 luglio 2024 scrive la storia della Terra: è stato il giorno più caldo di sempre (finora)

Domenica 21 luglio 2024 è stato il giorno più torrido mai registrato nella storia terrestre, con ben 17.09°C di temperatura media.

Il sistema di analisi climatica e meteorologica a livello europeo denominato ERA5 ha rivelato che il giorno domenica 21 luglio 2024 è stato il più caldo mai registrato prima sul pianeta, con una temperatura media della superficie terrestre di 17.09°C.

In che cosa consiste il servizio ERA5?

Il servizio fa parte del Copernicus Climate Service (C3S) e fornisce dati sul clima e sul meteo dal 1940 fino ad oggi. La temperatura registrata ha battuto il precedente record del luglio 2023 di 17.08°C. L’istituto meteorologico europeo ha dichiarato che il 2024 è stato l’anno più torrido mai osservato dai sistemi e dai bollettini climatici fino ad ora.

La misurazione avviene attraverso la raccolta di stime di dati provenienti dai satelliti, aerei, navi e stazioni meteorologiche, principalmente per monitorare la temperatura globale della superficie dell’aria e marittima. ERA5 tiene conto di alcune variabili per le raccolte di dati, come la pressione dell’aria a differenti altitudini o su singoli livelli di superficie come le precipitazioni, l’altezza delle onde marittime o l’umidità contenuta nel suolo terrestre. Esso è uno strumento fondamentale per studiare, esaminare e prevedere i futuri cambiamenti climatici del nostro pianeta.

Zone maggiormente colpite e cause scatenanti

I picchi maggiori rilevati domenica 21 luglio si sono manifestati soprattutto nell’Emisfero Occidentale, colpendo paesi come gli Stati Uniti, il Canada, il Messico, il Brasile, ma anche l’Africa Settentrionale e l’Antartide Occidentale.
Il sistema di analisi ERA5 prende il suo nome dalla latenza di 5 giorni tra una stima quotidiana e l’altra ed è facilmente consultabile online.

L’ondata di calore è dovuta in parte dalla presenza del El Niño, un fenomeno climatico che si ripresenta periodicamente circa ogni cinque anni, alterando la temperatura delle acque dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale ed Orientale, in una fase che oscilla tra dicembre e gennaio. La superficie oceanica, acquisendo calore, raggiunge i 0,5°C in più rispetto alla temperatura normale, mutando la circolazione dei venti e la distribuzione meteorologica delle precipitazioni.

Il fenomeno è la causa degli intensi uragani e dei violenti periodi di pioggia che hanno luogo in America Centro-Meridionale, nel Pacifico Meridionale ed in Australia Settentrionale, e della torrida siccità nell’Africa centro-occidentale.

Il 2024 si prospetta come un anno disastroso dal punto di vista meteorologico, conseguenza dell’innalzamento della temperatura globale ormai in corso da parecchi decenni, fenomeno di cui le principali responsabili sono la combustione delle risorse fossili e le emissioni di gas a effetto serra.

Elisabetta Bellei

Studentessa all'ultimo anno di Laurea Magistrale in Lingue, Traduzione ed Interpretazione, mi sono appassionata alla scrittura sin da giovane età, coltivando allo stesso tempo l'amore per i viaggi. Parlo italiano, inglese, spagnolo e francese.

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