La fine del mondo è vicina? Una teoria del 1960 fissa la data al 13 novembre 2026. Ma di che cosa si tratta?
L’estinzione della specie umana è vicina. O almeno, è ciò che afferma la teoria del fisico e filosofo austriaco Heinz von Foerster, pubblicata in un articolo del 1960 sulla rivista scientifica ‘Science’. Essa rientrava nel dibattito del Doomsday Equation, ossia una stima, calcolata attraverso formule matematiche, di quando sarebbe avvenuto il Giorno del Giudizio.
Da secoli gli esseri umani realizzano congetture sulla nostra esistenza sulla Terra. Menzione speciale va sicuramente a Nostradamus, l’astrologo francese che ha predetto ambiguamente molti eventi tra cui l’ascesa di Hitler, la bomba nucleare e gli attacchi dell’11 settembre 2001.
Secondo von Foerster, in data 13 novembre 2026 la popolazione umana raggiungerebbe il suo picco demografico, esaurendo le risorse del pianeta e cominciando la sua rovinosa caduta verso la scomparsa. La formula tiene conto di due variabili in gioco: l’esclusione dell’utilizzo della bomba atomica e l’inalterabilità delle riserve di cibo a disposizione sul pianeta.
In questo caso non si tratta di ipotesi di veggenti o indovini senza fondamenta scientifiche, ma di una teoria matematica vera e propria, dato che il fisico si era destreggiato in complesse equazioni ed operazioni statistiche per prevedere la data del collasso.
Tuttavia, von Foerster aveva successivamente confessato che si trattasse di un calcolo approssimativo, basato sui dati attuali in suo possesso, senza però contare la variazione dell’evoluzione della popolazione globale ogni anno. Difatti, egli non si sbagliava sul fatto che la crescita demografica sarebbe schizzata alle stelle negli ultimi anni, ma non seguendo la regolarità che lui stesso aveva ipotizzato. Inoltre, in vari paesi del mondo si sta attuando il controllo delle nascite (come in Cina o in Africa), meccanismo che rallenta o aumenta questa ipotesi. A ciò si aggiunge la crisi economica e finanziaria che impedisce alle famiglie (tra cui l’Italia) di mettere al mondo più figli, non avendo i fondi necessari per sostenerli adeguatamente.
Nonostante l’imprecisione della sua teoria, le parole di von Foerster ci devono far riflettere soprattutto per quanto riguarda la sopravvivenza del nostro pianeta e lo sfruttamento delle sue risorse. Il cambiamento climatico è una questione urgente che sta spingendo intere popolazioni a migrare altrove, colpite da carestie, siccità, alluvioni, incendi, tempeste, che spesso provocano anche conflitti armati e cruenti. I governi internazionali dovranno intervenire per mettere un freno a tutto questo per la salvaguardia del pianeta e dei suoi abitanti.
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