Esteri

Perché la polizia israeliana ha arrestato due gendarmi francesi a Gerusalemme

Due gendarmi francesi arrestati a Gerusalemme da Israele, alimentando le crescenti tensioni politiche tra i due Paesi.

Un incidente diplomatico ha scosso le relazioni tra Francia ed Israele a Gerusalemme, quando due gendarmi francesi sono stati arrestati dalla polizia israeliana durante una visita ufficiale del ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot.

L’episodio è avvenuto nel Santuario di Eleona, un luogo sacro situato sul Monte degli Ulivi e sotto la protezione della Francia dal 1856. Le reazioni a questo gesto sono state immediate e cariche di indignazione, con il governo francese che ha definito l’azione “inaccettabile” e convocato l’ambasciatore israeliano a Parigi.

L’arresto dei due gendarmi francesi

L’incidente è avvenuto in un momento di crescente tensione tra Israele e i Paesi europei, in particolare la Francia, che ha criticato apertamente la politica israeliana a Gaza.

Barrot, che si trovava in Israele per una missione diplomatica, stava per entrare nel Santuario di Eleona quando ha trovato un’imponente presenza di forze di sicurezza israeliane all’interno del monastero carmelitano, un sito che, come già detto, è considerato territorio francese. Il ministro ha immediatamente protestato, rifiutandosi di entrare a causa della presenza delle forze armate israeliane nel sito.

Poco dopo, la situazione è degenerata quando i poliziotti israeliani hanno cercato di identificare i membri della scorta di Barrot. Due gendarmi, parte del personale di sicurezza francese, sono stati arrestati, nonostante il loro status diplomatico, e portati via in manette.

La reazione di Parigi

Il governo israeliano ha giustificato l’intervento, affermando che le procedure di sicurezza erano state chiarite in precedenza.

Tuttavia, la reazione di Parigi è stata forte, con il ministro degli esteri francese che ha immediatamente convocato l’ambasciatore israeliano. La Francia ha espresso il proprio sdegno per il trattamento subito dai suoi agenti diplomatici, sottolineando la violazione di un luogo che gode di una protezione internazionale.

Tensioni tra Francia ed Israele

Questo episodio si inserisce in un contesto di relazioni sempre più tese tra Israele e la Francia. Negli ultimi anni, i legami si sono deteriorati, in particolare dopo le dichiarazioni di Emmanuel Macron, che ha chiesto un embargo delle armi occidentali a Israele e criticato duramente le azioni militari israeliane a Gaza.

Le relazioni tra i due Paesi sono inoltre segnate da controversie storiche, che risalgono già agli anni della fondazione dello Stato di Israele, e da episodi analoghi a quello recente.

Un chiaro esempio, nel 1996, quando l’allora presidente francese Jacques Chirac si rifiutò di entrare in una chiesa di Gerusalemme occupata da soldati israeliani, e lo stesso Macron due anni fa si trovò in difficoltà durante una visita a un altro sito religioso francese.

Il Santuario di Eleona, un sito delicato

Oggi, il Santuario di Eleona continua a essere una questione delicata, non solo per la Francia, ma per l’intera comunità internazionale. Come ha sottolineato padre Lorenzo, rettore della basilica, “non si può entrare armati in un luogo così sacro”.

L’incidente ha dunque riacceso le tensioni su Gerusalemme, una città che, nonostante la sua importanza religiosa per diverse fedi, è anche un nodo cruciale nelle complesse relazioni internazionali tra Israele e il resto del mondo.

In attesa di una possibile risoluzione diplomatica, l’incidente rimane un simbolo delle difficoltà che caratterizzano il dialogo tra Israele e la Francia, e nello specifico tra Israele e l’Europa, in un periodo segnato da forti divergenze politiche e geopolitiche.

Barbara Soehner

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