Ottavia Piana, intrappolata per la seconda volta nella grotta di Bueno Fonteno, a 585 metri di profondità.
Ottavia Piana, una speleologa di 32 anni originaria di Adro, in provincia di Brescia, incarna la dedizione e il coraggio che contraddistinguono gli appassionati di esplorazioni sotterranee.
Membro attivo del Club Alpino Italiano (CAI) di Lovere e istruttrice durante le spedizioni in grotta, Ottavia si è avvicinata alla speleologia nel 2016, trasformandola rapidamente in una passione dominante della sua vita. Nella vita di tutti i giorni, lavora come segretaria nell’azienda di famiglia, ma il suo cuore appartiene agli abissi nascosti del mondo sotterraneo.
Questa dedizione, però, non è priva di rischi. Le grotte rappresentano infatti un ambiente affascinante ma imprevedibile, e Ottavia, nonostante l’esperienza, si è trovata più volte a fronteggiare situazioni difficili.
L’ultimo incidente avvenuto nella grotta di Bueno Fonteno, in provincia di Bergamo, sta mettendo alla prova non solo le sue capacità, ma anche quelle di un’intera squadra di soccorso.
L’incidente che ha intrappolato Ottavia è avvenuto la sera del 14 dicembre 2024, durante un’esplorazione con altri otto speleologi nell’ambito del Progetto Sebino.
A circa 585 metri di profondità, Ottavia è scivolata su una roccia, riportando fratture agli arti inferiori, traumi al torace e al volto. Nonostante la gravità delle ferite, la speleologa è rimasta vigile e collaborativa, dimostrando grande forza d’animo e lucidità.
Questa non è però la prima volta che Ottavia rimane bloccata nella stessa grotta. Nel luglio 2023, un altro incidente l’aveva costretta a rimanere intrappolata per due giorni a 150 metri di profondità. Anche in quell’occasione, le operazioni di recupero furono complesse e prolungate.
Il recupero di Ottavia si presenta come una delle operazioni di soccorso speleologico più complesse degli ultimi anni. Attualmente, circa 20 soccorritori del Soccorso Alpino e Speleologico, provenienti da diverse regioni, sono impegnati nella grotta di Bueno Fonteno. Tra di loro vi sono anche medici specializzati che monitorano costantemente le condizioni di salute della donna.
Le squadre stanno lavorando senza sosta per superare un passaggio estremamente stretto che ostacola il trasporto della barella, uno dei tratti più critici della grotta. La disostruzione del percorso è in corso e comprende l’uso di attrezzature specifiche, come corde e piccole cariche esplosive per ampliare i meandri più angusti.
Nel frattempo, all’interno della grotta è stato allestito un campo base riscaldato dove Ottavia riceve assistenza medica e supporto psicologico. Il tragitto dall’attuale posizione della speleologa fino all’uscita resta lungo e impegnativo, ma i soccorritori si alternano regolarmente per garantire un’operatività continua.
Sebbene le sue condizioni siano definite stabili, la situazione di Ottavia rimane critica. La combinazione di profondità, ferite riportate e difficoltà tecniche del recupero rappresentano una sfida significativa.
Tuttavia, la sua lucidità e la presenza di personale sanitario sul posto offrono speranza. Al momento, non è però possibile escludere del tutto complicazioni, ma la determinazione dei soccorritori e l’elevato livello di preparazione delle operazioni lasciano intravedere un esito positivo.
Ottavia Piana non è solo una speleologa esperta, ma anche una persona capace di affrontare con straordinaria forza interiore situazioni limite.
La sua vicenda evidenzia tanto la bellezza quanto i pericoli del mondo sotterraneo, un ambiente che lei stessa ama profondamente. Le sue difficoltà hanno mobilitato una comunità di soccorritori altamente qualificati, uniti nella volontà di riportarla in superficie.
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