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In cosa consiste la legge Nordio? La nuova legge che ha favorito la fuga di un presunto narcotrafficante

La legge Nordio, con l’avviso di arresto, ha permesso la fuga di un sospetto narcotrafficante, scatenando polemiche.

Entrata in vigore il 25 agosto 2024, la legge Nordio rappresenta una delle riforme più significative e controverse, una legge che ha profondamente rimodellato il sistema giudiziario italiano, intervenendo su aspetti centrali della giustizia penale.

Tra le modifiche più significative, spiccano l’abolizione del reato di abuso d’ufficio, le nuove regole sulle intercettazioni, volte a rafforzare la riservatezza degli indagati e l’introduzione dell’interrogatorio preventivo per reati non violenti, misure che hanno suscitato polemiche, soprattutto per gli effetti imprevisti che quest’ultima norma ha generato.

Tale disposizione, concepita per garantire maggiore tutela agli indagati e prevenire abusi, ha già mostrato limiti significativi, come evidenziato dal caso del presunto narcotrafficante tunisino che approfittando del preavviso è fuggito all’estero.

Il caso del narcos e l'”avviso di arresto”

Una delle disposizioni più discusse della riforma è il cosiddetto “avviso di arresto“. Questa norma obbliga il giudice a notificare agli indagati di reati non violenti l’intenzione di sottoporli a una misura cautelare e a concedergli almeno cinque giorni di tempo per preparare la propria difesa e presentarsi ad un interrogatorio.

Il caso che ha scatenato le polemiche riguarda un 37enne tunisino sospettato di gestire un traffico di eroina nelle Marche. Secondo l’accusa, l’uomo utilizzava auto a noleggio per trasportare consistenti quantità di droga da Roma e Castel Volturno fino alla provincia di Ascoli Piceno.

Ricevuta la notifica il 25 novembre, con l’interrogatorio fissato per l’11 dicembre, l’uomo ha sfruttato l’ampio argine di tempo per fuggire dall’Italia.

Un buco nella legge Nordio: tra tutela e impunità

La riforma prevede che l’avviso di arresto sia escluso solamente per reati di particolare allarme sociale, come terrorismo, mafia, violenze sessuali, stalking, pericolo di fuga e inquinamento delle prove. Tuttavia, il traffico di droga- se non in situazioni di eccezionale gravità- non rientra automaticamente in questa categoria.

Questa lacuna normativa, denunciata da diversi esperti prima dell’entrata in vigore, ha trasformato questa legge in un vantaggio per i criminali.

L’obbligo di preavviso si applica infatti solo quando il giudice valuta che il rischio principale sia la reiterazione del reato, ma non considera adeguatamente il pericolo di fuga.

Nel caso di Ascoli, il presunto narcotrafficante, avvertito dell’imminente arresto, ha semplicemente eluso il sistema, dimostrando che la norma, così come è stata scritta, non offre strumenti per prevenire situazioni simili.

Le altre novità della riforma

Oltre al controverso avviso di arresto, la legge Nordio introduce importanti modifiche, come la limitazione della trascrizione delle intercettazioni non rilevanti e nuove regole per il reato di traffico di influenze illecite.

Questi cambiamenti che punterebbero a tutelare la privacy e garantire maggiore chiarezza nei procedimenti, rischiano di sacrificare l’efficacia delle indagini per alcuni reati gravi.

Le critiche alla riforma non mancano. Gli esperti del settore hanno evidenziato che l’attuale configurazione della legge non prevede strumenti adeguati per evitare fughe come quella verificatasi ad Ascoli Piceno. La tutela degli indagati è un principio fondamentale, ma il bilanciamento tra garanzie e sicurezza richiede un ripensamento.

Resta da vedere se il clamore mediatico e i casi pratici spingeranno il legislatore a intervenire per correggere le lacune emerse, soprattutto nei reati che implicano un rischio concreto per la società.

Barbara Soehner

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