Spettacolo

Chi è Gio Scotti, content creator strumentalizzata dai fascisti online

Dai trend su TikTok al nuovo simbolo del fascismo, Gio Scotti è stata a sua insaputa trasformata in un’icona della destra radicale.

Giovanna “Gio” Scotti è una modella, influencer e content creator italiana, diventata famosa, negli ultimi tempi, per tutti i motivi sbagliati.

Lei nasce a Parma il 2 dicembre del 2006, e come tante altre persone, durante la Pandemia, nel 2020, si è buttata nel mondo di TikTok, pubblicando contenuti che seguivano microtrend e il classico lipsync.

In pochissimo tempo alcuni dei suoi video sono diventati virali, superando centinaia di migliaia di visualizzazioni, e nel tempo si è guadagnata un certo seguito, arrivando a ottenere più di due milioni di follower nella piattaforma.

Su Instagram invece posta contenuti lifestyle, dove mostra principalmente la sua vita come modella e content creator.

Purtroppo, però è diventa nuovamente famosa, in tutt’altra parte dell’internet, quando la destra radicale ha deciso di renderla immagine simbolo delle loro idee.

Non si sa esattamente quale sia stato il processo dietro questo fenomeno, ma una buona fetta di questi neofascisti, tra cui anche “incel” e “groyper” si sarebbe un giorno imbattuta nelle immagini della ragazza, che, è giusto sottolinearlo, non si è mai espressa politicamente in nessuno dei suoi video pubblicati.

Ciò poco è interessato però ai sottoscritti, che hanno comunque preso le sue foto per trasformarle, con intelligenza artificiale e deep fake, nella perfetta “nipote di Mussolini”.

Ma perché questa strumentalizzazione?

Questi individui, che valorizzano una figura femminile estremamente tradizionale, avrebbero trovato in lei un prototipo ideale di bellezza “acqua e sapone”, con il giusto equilibrio di tratti italiani, come richiamo alle radici fasciste.

Purtroppo, oggi come oggi non servono autorizzazioni per accedere alle foto online, soprattutto in profili pubblici; quindi, è stato semplice ricavare i selfie della ragazza per ottenere, manipolandoli, immagini molto lontane dalla realtà.

Non mancano poi anche gli edit su TikTok, spesso in chiave romantica, con foto, video, spesso in pseudo-racconti cavallereschi.

Non è purtroppo la prima volta che una cosa del genere succede: questa fetta dell’internet, per niente innocua, trovano ragazze che potrebbero con il loro immaginario e simbolismo, e privandole di qualsiasi tipo di autonomia soggettiva, le rendono, a tavolino, delle protagoniste dei loro gruppi, dei loro video e così via.

Senza contare tutte le conseguenze nella vita personale delle giovani donne in questione: Gio Scotti per ora non ha lasciato nessun tipo di dichiarazione al riguardo, ma questo tipo do contenuti sono disinformati e sopratutto diffamatori.

Questo caso mediatico solleva ancora una volta un altro importantissimo problema che ci attanaglia da anni: la nostra impronta digitale. Viviamo in un’era in cui tutto ciò che finisce su Internet diventa praticamente indelebile, impossibile da cancellare completamente.

Oggi non serve essere fascisti per diventare un’icona del fascismo: basta avere un volto, un profilo pubblico e nessun controllo su chi lo userà.

Antonella Sitzia

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