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Pokemon GO rimuove il misterioso Pokéstop sull’isola di Jeffrey Epstein

Niantic rimuove un Pokéstop di Pokémon GO comparso a Little Saint James, l’isola nota per essere la scena dei crimini di Jeffrey Epstein.

Nell’ultima settimana, il celebre gioco Pokemon GO è stato oggetto di un fenomeno inusuale. Sempre più utenti modificavano i propri dati GPS, settandoli sul meridiano dell’isola di Little Saint James (nota come Epstein Island), nelle Isole Vergini Americane. A quanto pare, il posto avrebbe ospitato una palestra, un luogo in cui nel gioco è possibile catturare dei pokémon. Ma come è stato possibile?

Il gioco in questione permette ai giocatori di combattere mediante delle creature digitali trovandosi fisicamente in luoghi reali. Solitamente i siti prescelti sono aree centrali e facili da raggiungere. Nonostante questo, i fan possono creare delle tappe in luoghi anche insoliti, che diventano poi disponibili per i dispositivi mobili: sono molti gli utenti che mettono in atto lo spoofing, ossia la modifica della propria posizione reale, per visitare questi siti. Solitamente, però, tutte queste azioni vengono tenute sotto controllo da Niantic, la società sviluppatrice del gioco. Ma non stavolta.

Infatti, secondo i dati di Ingress, il videogioco di realtà aumentata basato sulla geolocalizzazione al quale Pokémon GO fa riferimento per i suoi portali, la località di Little Saint James è apparsa nel gioco per la prima volta tra il 2020 e il 2021. Inoltre, l’immagine associata alla fermata (stop) sarebbe stata presa da un video youtube nel quale erano presenti delle riprese via drone dell’isola addirittura antecedenti alla data di creazione della suddetta fermata. Alcuni utenti avevano segnalato su Reddit la presenza della Pokéstop un anno fa ma solo il 9 febbraio scorso, a seguito dell’elevato numero di visite presso la fermata, Niantic ha deciso di cancellarla.

Cosa è stato ritrovato su Pokémon GO negli Epstein files

Probabilmente, il boom di accessi è dovuto alla recente pubblicazione dei nuovi file sul caso Epstein, che hanno aumentato l’interesse generale per la questione. Infatti, a seguito della diffusione della notizia, molti utenti hanno cercato tra i files appena resi pubblici la parola “Pokémon GO” ed è emerso che Epstein fosse a conoscenza dell’esistenza del gioco. In uno scambio risalente al 13 luglio 2016, pochi giorni dopo il lancio del videogioco, Epstein manda una mail a Fahad Bin Hamad bin Khalifa Al Thani, secondogenito dell’ex emiro del Qatar, scrivendo semplicemente “dai un’occhiata a pokémon go se non l’hai ancora fatto, il primo gioco in realtà aumentata”. Nello stesso giorno, Epstein scrive al guru new age Deepak Chopra, invitandolo a creare un’app simile a Pokémon GO ma che permetta di vedere l’aura degli altri utenti. “(it) would kill the market” dice entusiasta l’imprenditore. Chopra risponde che stava già lavorando con questo tipo di tecnologia e apprezza la creatività di Epstein. 

La vicenda ha dato vita a numerose riflessioni da parte degli utenti online circa l’affidabilità del sistema di revisione dei punti d’interesse creati dai giocatori. Secondo molti, infatti, il sistema di revisione dovrebbe essere più efficace, soprattutto dal momento che il target del gioco sono principalmente giovani e ragazzi (sebbene in questo caso gli utenti abbiano di fatto violato le regole modificando la loro posizione reale).

Nelle ultime settimane, Epstein fa sempre più parlare di sé, e il caso raccontato oggi non è l’unico riferimento al mondo dei videogiochi ritrovato dei famosi file condivisi di recente. Quasi ogni giorno l’internet ci rivela delle verità sepolte da scoprire su una delle vicende più controverse della storia americana recente.

Amalia Punziano

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