Cosa è successo agli Atari Teenage Riot? La storia della band anarchica tedesca che nel 1999 sconvolse la prestigiosa Brixton Academy.
Formatisi nel 1992 a Berlino, la band era originariamente composta dai soli Alec Empire, Hanin Elias e Carl Crack. La loro visione della musica fu fin da subito estremamente politica, protesa verso visioni anarchiche e anti-naziste, in risposta alla crescente scena techno neonazista in Germania. Non a caso la canzone più celebre del loro primo album è intitolata “Hetzjagd Auf Nazis!“, ossia “Caccia ai nazisti!“. Il loro genere è stato definito da Empire stesso digital hardcore, una fusione tra voci punk e suono che unisce techno hardcore, post rave e noise.
La loro visione della musica come attivismo concreto emerge anche durante il concerto del primo maggio a Berlino nel 1999, dove incitano la folla a reagire alle cariche della polizia fino a mettere in fuga gli agenti. Infatti, la loro idea di musica è derivata da una teoria di William S. Burroughs secondo la quale “gli effetti sonori di una rivolta possono produrre una vera rivolta in una situazione di rivolta. I fischi della polizia registrati attireranno i poliziotti. Gli spari registrati faranno tirare fuori le pistole”.
La loro esibizione più epocale è però il loro Live at Brixton Academy nello stesso 1999. Nel ’93, la band era finita con la Phonogram, una major che pubblica loro due singoli, che fungono da garanzia per un cospicuo anticipo in vista della realizzazione di un intero album. Per una band come gli ATR la scelta di farsi finanziare da una major è una contraddizione lampante. Tuttavia questo album non verrà mai realizzato e l’anticipo verrà utilizzato per creare la loro label, dal nome Digital Hardcore. Ne consegue però un ulteriore paradosso: il successo commerciale. Viene introdotto un nuovo membro, la designer giapponese Nic Endo, ma la loro musica risulta sempre più ripetitiva e scontata, quasi una caricatura di sé stessa.
A chiusura del Revolution Action World Tour del ’99 era previsto un concerto presso la prestigiosa Brixton Academy. I medici avevano sconsigliato alla band di partire per il tour sin dall’inizio, visto come erano logorati dall’uso di droghe e ansiolitici (a Crack era anche stata diagnosticata una psicosi). Inoltre, nell’ultimo periodo erano diventati l’ombra di sé stessi: sul palco dovevano mostrarsi aggressivi e violenti a tutti i costi, e le esibizioni di erano svuotate di significato.
Si rendono loro stessi conto delle condizioni in cui si sono ridotti, schiavi della macchina commerciale che volevano distruggere. Per questo, quando salgono sul palco decidono di dare il via ad un live di noise puro, che va avanti per quasi mezz’ora. Il pubblico si ribella e inorridisce, tartassato da strumenti impazziti e musica senza leggi. Per 27 minuti vanno avanti dei suoni senza né capo né coda, inascoltabili per la folla furiosa. Elias non parteciperà proprio al concerto, abbandonando definitivamente la band. Crack morirà per overdose l’anno successivo. A seguito di questo evento la band si scioglierà definitivamente.
A partire dal 2010, gli Atari Teenage Riot si riformano su iniziativa di Empire, che è l’unico membro originario attualmente presente nella band (se si tiene in conto che Endo ha fatto il suo ingresso nel gruppo solo nel ’96). Prima di Rowdy Superstar, per un breve periodo ha fatto parte del trio anche Cx Kidtronik, praticamente un clone di Crack. Dalla reunion ad oggi la band ha pubblicato due album, Is This Hyperreal e Reset, abbastanza apprezzati dal pubblico. I brani cavalcano l’onda dei vecchi successi ma sono ben lontani dalla carica e dalla grinta che caratterizzavano i lavori iniziali del gruppo.
Gli Atari Teenage Riot sono tra le poche band dell’underground berlinese degli anni ’90 che sono riuscite a raggiungere il successo commerciale e internazionale. Il loro messaggio autentico di rivolta contro il potere costituito e contro la deriva verso l’estrema destra che stava monopolizzando le politiche europee è stata la miccia che ha ispirato loro e molti giovani della loro generazione ad agire contro il sistema. Il progetto ATR avviato all’inizio degli anni ’90 ha visto per un decennio una parabola di ascesa che era destinata inevitabilmente a toccare il suo culmine e poi declinare. A un certo punto la decostruzione musicale ha smesso di essere sistematica, mostrando come l’abbattimento di tutte le strutture non è un obiettivo, ma un momento di vuoto necessario atto alla ricostruzione.
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