Che fine fa chi arriva ultimo a Sanremo?

Cosa vuol dire arrivare in ultima posizione al festival di Sanremo? Ecco cosa ne è stato degli ultimi classificati degli scorsi anni.

Anche quest’anno il festival di Sanremo è terminato e come ogni volta la classifica finale lascia scontenti molti telespettatori. Quest’anno ad aggiudicarsi il primo posto è stato Sal da Vinci, con la sua canzone “Saremo io e te”, che sta già spopolando sui social con tanto di balli virali. Al secondo e al terzo posto rispettivamente Sayf con “Tu mi piace” e Ditonellapiaga con “Che fastidio!”. Quando si parla del festival, però, nessuno punta mai l’attenzione sull’ultimo classificato.

Quest’anno è stata la volta di Eddie Brock, pseudonimo di Edoardo Iaschi, cantautore romano diventato celebre sul web l’estate scorsa grazie al singolo “Non è mica te” e che quest’anno ha partecipato al festival con un pezzo intitolato “Avvoltoi”. L’artista ironizza sui social scrivendo: “30 e si va al massimo, l’ho sempre detto che anche non facendo l’università l’avrei preso” (chissà se c’è anche un riferimento a Vasco Rossi, che nel 1982 partecipò con Vado al Massimo e nel 1983 arrivò penultimo con Vita Spericolata – entrambe due canzoni destinate a diventare iconiche).

Ma arrivare ultimi a Sanremo è veramente così negativo?

Gli ultimi degli ultimi anni: com’è andata per loro dopo il Festival?

Per rispondere a questa domanda, passiamo in rassegna le classifiche dei festival degli scorsi anni.

Nel 2025 ad arrivare ultima fu Marcella Bella con “Pelle diamante”. L’indomani della finale, a Domenica In, la cantante aveva dichiarato di aver previsto che sarebbe arrivata ultima, sapendo che 18 anni di assenza dalla scene sono tanti e che avrebbe faticato a riconquistare il suo pubblico. La sua canzone però ha effettivamente fatto il botto, diventando virale sul web, tanto che ad oggi, secondo spotify, è la terza canzone più ascoltata della cantante siciliana.

Nel 2024 è stato il turno di Fred de Palma con “Il cielo non ci vuole”. Questa fu un’esperienza inusuale per lui, non avvezzo a partecipare a competizioni canore. L’ultimo posto non l’ha certo demoralizzato, tant’è che negli ultimi due anni ha pubblicato numerosi singoli e svolto collaborazioni con diversi artisti quali Guè, Rose Villain e Baby Gang.

Nel lontano 2023 fu Sethu ad arrivare in fondo alla classifica con “Cause perse”. Da allora ha rilasciato due EP e nel 2024 ha pubblicato il suo primo album “Tutti i colori del buio”. Non si può quindi certo dire che se la stia passando male, visto che anche l’ultimo singolo, in collaborazione con Kuremino e Sayf (secondo classificato quest’anno) ha già parecchi stream.

Nel 2022 in fondo alla classifica ci fu Tananai con “Sesso occasionale”. Il suo è un caso emblematico: nonostante fosse arrivato all’ultimo, posto la canzone gli permise di emergere come cantante (prima si occupava principalmente di produzione e scrittura di testi). Da allora il successo di pubblico è stato strepitoso, tanto da portarlo a raggiungere otto dischi di platino nello stesso anno. In seguito ha partecipato nuovamente al festival con la canzone “Tango”, aggiudicandosi il quinto posto.

Caso completamente opposto quello di Random, arrivato ultimo nel 2021 con “Torno a te”. Per l’artista allora in ascesa quel Sanremo rappresenta l’inizio del declino, che inaugura anche una crisi artistica. Infatti, in un’intervista a Rolling Stone dichiara che tutta una serie di scelte sbagliate (in primis quella della canzone da portare al festival) lo porteranno a sparire per un po’ dalla scena musicale. Nell’ultimo periodo però sta lentamente riuscendo a rimettersi in carreggiata.

Vale la pena partecipare al Festival?

La risposta a questa domanda è certamente sì. Bisogna sempre tenere in mente che arrivare ultimi al festival vuole comunque dire essere stati scelti tra le centinaia di artisti che ogni anno inviano al direttore artistico le loro canzoni. Quindi già riuscire ad esibirsi su quel palco è una vittoria a priori per qualsiasi musicista. Inoltre, anche se si finisce in fondo alla classifica, aver partecipato a Sanremo offre una visibilità senza pari per il panorama musicale italiano, permettendo al grande pubblico di rendersi conto dell’esistenza di artisti che altrimenti potrebbero passare in sordina.

Come si dice, Roma non fu costruita in un giorno. Spesso negli ultimi anni assistiamo alla nascita e al decino di artisti che passano come meteore, raggiungono dei numeri vertiginosi e poi spariscono nel nulla. La colpa di questo è da attribuire all’odierno sistema delle case discografiche, che più che puntare allo sviluppo organico di un’artista mirano al guadagno immediato e senza sforzo, fatto di trend momentanei e pubblico fugace. Ciò non vieta che il vero talento abbia spesso la possibilità di durare e di farsi valere, anche se solo il talento molto spesso non basta.