La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni approva un piano che permetterà a 500mila migranti di lavorare in Italia.
Incredibile ma vero, Giorgia Meloni ha introdotto una politica migratoria che permetterà a circa mezzo milione di migranti di giungere legalmente in Italia nei prossimi tre anni. Questa iniziativa sembra in opposizione con il modus operandi assunto da Meloni negli ultimi anni, che aveva come scopo contrastare l’arrivo nella Penisola di immigrati illegali. La presidente aveva addirittura stretto accordi con i Paesi nordafricani per osteggiare il fenomeno, arrivando anche a finanziare la costruzione di un centro di detenzione in Albania che ha come scopo quello di rimandare nei paesi d’origine i richiedenti asilo che vengono respinti. Se non per continuità politica, a cosa è dovuta quindi quest’operazione?
Come tutti ben sappiamo, l’Italia sta invecchiando. Per citare il noto film La meglio gioventù, “L’Italia è un posto bello e inutile, destinato a morire”. Proprio questo è il destino che la politica di Meloni mira a scongiurare. Nonostante l’introduzione di iniziative per favorire la natalità, come l’aumento degli asili nido statali e del periodo di congedo parentale, nel 2024 l’Italia ha registrato 281.000 decessi in più rispetto alle nascite e la popolazione è diminuita di 37.000 unità.
Questo fattore, unito con la necessità di manodopera nei settori in cui i giovani italiani non vogliono più lavorare, come ad esempio l’agricoltura, ha reso necessario favorire l’arrivo di migranti da altri paesi. Al momento i visti saranno per lavori stagionali e dureranno nove mesi, ma potrà essere richiesta la proroga del visto a tempo indeterminato.
È l’immigrazione irregolare quella osteggiata da Meloni, che ha fatto anche approvare una legge che mira a consentire il blocco navale in caso di “grave minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale” o “di grave pressione migratoria”. Questo disegno è stato aspramente criticato dalle ONG, che affermano che questa pratica rappresenterebbe una violazione del diritto internazionale e delle leggi per il soccorso in mare.
Meloni rimarrebbe quindi coerente con il suo disegno politico, favorendo con questo progetto gli imprenditori locali che hanno urgente bisogno di manodopera. D’altro canto, si sarebbe anche assicurata al contempo il benestare dei paesi africani, instaurando un partenariato noto come Piano Mattei. Questo consiste nell’erogazione di convenzioni e aiuti finanziari per avallare lo sviluppo economico delle nazioni africane e promuovere gli investimenti più che aiuti temporanei. Il vecchio slogan “aiutiamoli a casa loro” che oggi però diventa “costruire insieme”. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’Italia un “ponte tra Europa e Africa“, permettendo ai cittadini di avere la “libertà di scegliere se rimanere nel proprio Paese o meno”.
Il piano di Meloni viene approvato anche in Europa, dove Ursula von der Leyen elogia la capacità della presidente di pensare fuori dagli schemi per risolvere un problema che attanaglia l’Europa da anni, quello dei trafficanti di esseri umani. Il suo metodo ha dunque uno stampo nazionalista, ma senza esagerare, caratteristica che la rende apprezzata sia in Italia che in Europa.
E il suo piano funziona. Tra il 2023 e il 2024, l’Italia ha ridotto il numero totale di arrivi via mare del 58%, passando da 157.650 a circa 66mila. Questo è il risultato più significativo tra i Paesi europei, mettendo l’Italia davanti alla Francia, alla Spagna e al Regno Unito.
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