Dagli esordi come cantautore e cabarettista alla militanza politica, passando per video sulla “remigrazione” e polemiche sui social. Ora Ferenc Venturelli, conosciuto online come “Eterno”, è tornato al centro dell’attenzione dopo aver pubblicato un video in cui strappa e brucia una copia del Corano.
Una telecamera di un cellulare, un soggetto, l’attivista Venturelli, registrato mentre brucia il testo sacro dell’Islam al grido di una frase: “Let’s save Italy from the Islamic extremism”, ovvero “Salviamo l’Italia dall’estremismo islamico”.
Il video è stato pubblicato sul suo profilo social, dove il giovane si presenta con il nome di Eterno, che conta più di 100mila follower.
Il gesto ha provocato immediate reazioni politiche e istituzionali. Il sindaco di Reggio Emilia Marco Massari ha condannato l’episodio, definendolo un gesto offensivo nei confronti delle persone di fede islamica e comunicando di aver scritto alle comunità islamiche della città. Anche Futuro Nazionale, il movimento politico al quale Venturelli ha aderito dopo la precedente esperienza nella Lega, ha preso le distanze dall’iniziativa.
Ma chi è il giovane attivista e perché la sua attività si trova continuamente al centro di polemiche?
Chi è Ferec Venturelli
Ferenc Venturelli è originario dell’Ungheria e vive nella provincia di Reggio Emilia. Il nome Eterno lo accompagna dalla sua precedente attività artistica, intrapresa prima del passaggio a quella politica.
Le biografie artistiche disponibili lo descrivono infatti come cantautore, compositore e cabarettista. In precedenza utilizzava anche il nome d’arte “Franktheshow” e aveva ottenuto visibilità partecipando a The Ciurma Show, webserie collegata al cantante Giorgio Vanni. Nel 2022 aveva pubblicato diversi brani e un album.
Negli ultimi anni però la notorietà di Venturelli non è più legata alla sua carriera artistica, quanto a quella politica, alla quale si è avvicinato parlando principalmente di temi come immigrazione, religione islamica e islamismo e, negli ultimi tempi, di ‘remigrazione’, la proposta del leader del partito Futuro Nazionale Roberto Vannacci.
È in questo passaggio che nasce il personaggio pubblico di “Eterno” oggi conosciuto sui social.
Il percorso politico di Ferenc Venturelli
La sua comunicazione si concentra sui temi più controversi della politica italiana: in particolare l’immigrazione e il problema islamista, tanto dibattuto dall’odierno governo e dal neo-partito del generale Vannacci.
Prima di approdare a Futuro Nazionale, Venturelli aveva militato nella Lega. Nel corso del 2026 il suo nome era già comparso più volte nelle cronache locali e nazionali proprio per le modalità particolarmente provocatorie con cui affrontava questi argomenti.
A luglio ha poi annunciato il passaggio a Futuro Nazionale, il movimento politico associato a Roberto Vannacci.
I suoi rapporti con le istituzioni non sono sempre stati regolari, in quando già il suo precedente partito si era spesso scostato dai suoi modi provocatori e controversi.
Tra le parole più ricorrenti nella retorica di Venturelli e di Futuro Nazionale troviamo sicuramente “remigrazione”, termine utilizzato negli ambienti della destra radicale per indicare il rimpatrio, volontario o forzato, di persone immigrate o di origine straniera.
Il tema era già emerso con forza a giugno, quando Venturelli si trovava a Parma per realizzare alcune riprese. Secondo quanto ricostruito dalla stampa, durante una discussione con un gruppo di ragazzi aveva pronunciato frasi come “Tornatevene al vostro Paese” e “Remigrazione”. La situazione era poi degenerata in un’aggressione fisica.
Il fatto aveva costituito un forte caso mediatico, in primis per l’aggressione ai danni dell’Eterno, ma soprattutto per alcuni dettagli che non scagionavano del tutto la presunta vittima, in quanto filmati denunciano degli insulti a sfondo razzista dello stesso Venturelli, che avrebbero potuto provocare la reazione ovviamente condannabile e violenta degli aggressori.
Le indagini hanno portato la Procura a procedere per il reato di rissa, iscrivendo nel registro degli indagati sia gli aggressori sia l’influencer.
L’ingresso in Futuro Nazionale ha dato a Venturelli una nuova collocazione politica. Il movimento è legato a Roberto Vannacci e si è distinto per posizioni particolarmente dure sui temi dell’immigrazione e dell’identità nazionale.
In particolare il termine “remigrazione” è diventato un punto fisso e ridondante del programma politico del Generale, che sostiene fermamente che il rimpatrio sia l’unica soluzione possibile riguardo al dibattuto tema.
Il rogo del Corano
Il video del Corano, però, ha prodotto una situazione diversa: questa volta è stato proprio il movimento di appartenenza a prendere le distanze.
Vannacci ha condannato il gesto, dicendo che la derisione del testo non fa parte dell’idea del partito, e non rientra nelle linee guida che esso si propone di promulgare.
Venturelli ha ribadito che è stato un gesto personale, non collegato al partito, e in quanto tale si dichiara pronto ad assumersene le conseguenze.
Il nuovo episodio segna però un salto ulteriore rispetto alle precedenti polemiche.
Nel video diffuso online, Venturelli prende una copia del Corano, la strappa e successivamente le dà fuoco. Non si tratta dunque di un gesto rimasto confinato alla sfera privata: l’azione viene ripresa con una videocamera e successivamente pubblicata sui social.
La provocazione viene ripresa e diventa materiale pronto per la circolazione online, ed è qua lo scarto comunicativo. Il video diventa il centro di un dibattito più ampio, genera opinioni, indignazioni e riflessioni di ogni genere.
Politica o ricerca di hype?
È difficile stabilire quanto, nelle iniziative di Venturelli, pesino le convinzioni politiche personali e quanto invece la consapevolezza delle dinamiche della comunicazione social.
Un elemento, però, è verificabile: la sua notorietà è cresciuta parallelamente alla pubblicazione di contenuti fortemente divisivi e alla conseguente attenzione mediatica.
Come diceva il famosissimo impresario circense Phineas Taylor Barnum: “Non esiste cattiva pubblicità, l’importante è che se ne parli”. E questa è una prerogativa che il mondo social, Venturelli compreso, conosce molto bene. I suoi video e il suo nome sono iniziati a circolare, spesso legati a polemiche e rabbia da parte degli utenti si, ma comunque erano sulla bocca di tutti, volente o nolenti.
Anche se in modo molto più istituzionale, la stessa politica viene spesso adottata dai partiti stessi, che con le loro provocazione attentamente studiate diventano il centro del dibattito e dell’opinione pubblica.
Quanto è idealismo e quanto invece è marketing pubblicitario?
Per Venturelli il percorso è quasi circolare. Prima l’esperienza artistica, poi i contenuti politici, quindi le provocazioni, le polemiche e infine una nuova ondata di attenzione. In questo meccanismo il confine tra attivismo, comunicazione politica e spettacolarizzazione diventa particolarmente sottile.
Cosa ci fa capire quindi il “caso Venturelli”?
Siamo davanti a un giovane abituato al mondo dello Showbiz, nato nella musica, divenuto poi un personaggio in un palco diverso, quello politico.
Non si mette in dubbio che i suoi interventi siano mossi da una sua convinzione politica e idealista, ma ci viene inevitabile chiederci quanta di questa comunicazione sia spontanea e quanta invece sia costruita a tavolino per accrescere e solidificare la sua “maschera”.
Il punto non è soltanto stabilire se l’ultima provocazione porterà a Venturelli nuovi follower o nuove conseguenze politiche. È capire quanto a lungo una comunicazione fondata sul conflitto possa continuare a produrre attenzione senza trasformare la provocazione stessa nel messaggio principale.
