Massacrata di botte la psichiatra Barbara Capovani: cosa sappiamo dell’aggressione? | Le violenze contro il personale sanitario sono un’emergenza

Si chiama Barbara Capovani, psichiatra 55enne che nella notte tra venerdì 21 aprile e sabato 22 aprile è stata massacrata di botte da un uomo armato di spranga.

Aveva appena concluso il suo turno lavorativo all’ospedale Santa Chiara di Pisa quando alle ore 18:30 si è diretta – come da consuetudine – verso la sua bicicletta per tornare a casa. È stato in questo momento che un uomo incappucciato e vestito di nero è uscito dal suo nascondiglio vicino alla struttura ed ha iniziato a colpirla ripetutamente fino a quando la donna non ha perso conoscenza.

L’ha lasciata in un bagno di sangue, sul marciapiede, quando è scappato da un’uscita secondaria sul retro della struttura ospedaliera. L’unica testimone sul luogo dell’aggressione è stata un’infermiera di pediatria, la quale ha avuto modo di testimoniare l’accaduto.

Al momento si trova in stato di fermo un uomo di 35 anni. Si pensa che il responsabile possa essere un ex paziente della dottoressa, o un parente ad essa connesso.

Massacrata al di fuori del posto di lavoro

Colpita alla testa senza pietà con una pesante spranga di ferro, a seguito dei cui colpi è rimasta stesa sul marciapiede incosciente e su un filo tra la vita e la morte. È stata soccorsa ed operata d’urgenza al pronto soccorso Cisanello di Pisa, dove ancora si trova in condizioni gravi.

Sotto alla finestra della sua camera si sono raccolte 80/90 persone, tra personale medico ma soprattutto psichiatri, i quali hanno voluto portare la loro solidarietà alla collega ed al tempo stesso denunciare un fenomeno che ancora accade troppo spesso, ovvero quello delle aggressioni nella sanità.

Si parla di circa 2.500 casi l’anno – e solo quelli registrati e dunque denunciati – che continuano ad interessare i lavoratori delle strutture sanitarie. Una rivendicazione di diritti che è stata portata all’attenzione dalla segretaria della Società italiana di psichiatria forense, la dottoressa Giovanna Crespi, la quale ha dichiarato in un comunicato stampa: “Serve più sicurezza per chi lavora nella sanità. Ad essere più colpite sono le operatrici sanitarie, vittime nel 75% dei casi”.

Intanto sul caso della psichiatra Barbara Capovani si deve ancora fare chiarezza. Nonostante la presenza di una videocamera di sicurezza che riprendeva esattamente il luogo dell’avvenuta aggressione, l’uomo era stato in grado di identificarla e agire di conseguenza, travestendosi di nero, con un cappellino ed una mascherina chirurgica, in modo da non poter essere in alcun modo riconosciuto.

Al momento i sospetti ricadono però su un ex paziente della psichiatra, 35enne italiano che data la sua storia clinica sarebbe stato in grado di compiere un simile atto e che per questa ragione ieri sera – sabato 22 aprile – alle ore 22:00 è stato posto in stato di fermo e successivamente arrestato.