Esterno Notte, quanto c’è di vero dietro il film di Marco Bellocchio?

Il film Esterno Notte, diretto da Marco Bellocchio, racconta una drammatica vicenda avvenuta nel 1978 in Italia. Ci regala una panoramica dello scontro tra le Brigate Rosse, principale organizzazione armata di estrema sinistra, e lo Stato. Nel farlo si sofferma sulla tristemente nota vicenda del rapimento di Aldo Moro. Ma quanto c’è di vero dietro all’opera del regista Bellocchio?

Lo spaccato storico rappresentato

Il paese si trovava nel momento di insediamento del primo governo sostenuto dal Partito Comunista in un’epocale alleanza con la Democrazia Cristiana, lo storico baluardo conservatore della nazione. Il Presidente della DC, Aldo Moro, principale fautore di questo accordo, veniva rapito nel giorno dell’insediamento del governo con un agguato che uccide tutta la sua scorta. Questo atto rappresentò un attacco diretto al cuore dello Stato. La sua prigionia durò 55 giorni, scanditi dalle lettere di Moro e dai comunicati dei brigatisti, con speranze, paure, trattative, fallimenti, buone intenzioni e cattive azioni. Al termine di questi 55 giorni, il suo cadavere veniva ritrovato in un’auto nel centro di Roma. Il ritrovamento curiosamente avveniva esattamente a metà strada tra la sede della DC e quella del PCI.

Il film di Marco Bellocchio

Il film di Bellocchio riprende la vicenda del rapimento e dell’uccisione di Moro, esplorando lati oscuri non raccontati nel precedente film Buongiorno Notte. La pellicola offre una lucidità critica e analitica, una potenza cinematografica e un’attenzione ai sentimenti che impressiona. Il senso di umanità e il dramma personale di Moro e dei suoi amici, familiari e vicini, deflagrano in un oggetto audiovisivo coinvolgente e curatissimo. Il film è stato presentato al Festival di Cannes nella sezione Première ed è stato distribuito al cinema in due parti. La prima a partire dal 18 maggio 2022 e la seconda dal 9 giugno dello stesso anno.

Nel cast spiccano Fabrizio Gifuni nel ruolo di Moro, Margherita Buy in quelli della moglie del rapito e Toni Servillo, che interpreta Papa Paolo VI. Abbiamo poi Fausto Russo Alesi a impersonare Francesco Cossiga, Daniela Marra nei panni della brigatista Adriana Faranda e Gabriel Montesi in quelli di Valerio Morucci.

Esterno Notte è un film accurato storicamente?

Il film “Esterno Notte” di Marco Bellocchio, ispirato al rapimento e alla morte di Aldo Moro, sta generando dibattiti sulla sua veridicità. In generale, il film sembra essere abbastanza verosimile e riflettere la realtà dei fatti accertati. Tuttavia, il film sembra inesatto nel collocare le colpe della morte di Moro. Si potrebbe aprire una parentesi sul fatto che l’intera versione ufficiale su come si sarebbero svolti i fatti legati al rapimento sia credibile, ma questo è un altro argomento.

Nello sceneggiato, si introduce l’invenzione della confessione di Moro con un sacerdote che gli porse l’eucaristia. Nel farlo si attribuisce una responsabilità inverosimile a alcuni dirigenti della Democrazia Cristiana, in particolare ad Andreotti, che si sarebbe rifiutato di trattare per la liberazione. Tuttavia, la verità storica ci dice che il Partito Democratico Cristiano dovette affrontare un difficile e doloroso processo decisionale, e alla fine prevalse la scelta della fermezza a causa della rigida e monolitica posizione del Partito Comunista. Quest’ultimo fu assolutamente contrario ad ogni forma di trattativa.

Il messaggio che Bellocchio vuole trasmettere sembra essere che ad uccidere Moro furono più i democristiani che i brigatisti. Questa è però una falsità che viene abilmente propagata a chi non conosce con precisione come si svolsero i fatti. Nella confessione inventata, Moro dice di odiare la Democrazia Cristiana, una frase che non è mai stata riportata nelle cronache ufficiali. In sintesi, il film sembra avere buone intenzioni nel ricordare un gigante della politica italiana, ma non è riuscito a evitare di politicizzare, anche se solo parzialmente, bisogna dirlo, una delle vicende più tragiche della storia repubblicana.