Meno di un anno dopo l’approvazione della norma inserita nel Regolamento di Montecitorio che consente alle madri di far entrare i loro bambini in Aula, in modo da poterli allattare senza doversi assentare dai lavori parlamentari, la deputata M5s Gilda Sportiello rompe gli antichi tabù e fa il suo ingresso nell’emiciclo insieme al piccolo Federico. Un’immagine che commuove i colleghi deputati di tutti gli schieramenti, i quali accolgono con un applauso i due insoliti ‘protagonisti’. Ma non sono mancate le polemiche a riguardo. Scopriamo la figura della giovane pentastellata e approfondiamo l’accaduto.
La figura dell’Onorevole Gilda Sportiello
Gilda Sportiello ha raggiunto la fama politica nel 2018, quando è stata eletta deputata nella circoscrizione proporzionale Campania 1, nel collegio di Napoli, rappresentando il Movimento 5 Stelle. Nella XVIII legislatura, ha ricoperto importanti incarichi all’interno del parlamento italiano. Dal 2018, è stata membro della XII Commissione affari sociali e della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Nel 2019, si è unita anche alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni.
La sua carriera politica è proseguita anche dopo le elezioni politiche del 2022. Attraverso questa tornata elettorale è stata rieletta alla Camera dei Deputati nel collegio plurinominale Campania 1 – 01. Il 19 ottobre dello stesso anno è stata eletta Segretario della Camera. In questi giorni ha fatto discutere per aver allattato il giovane figlio in aula. Diverse le reazioni della platea e dei commentatori al primo allattamento della storia di Montecitorio.
La reazione di Giorgio Mulé
“Da questa seduta fa il suo esordio in Aula un piccolo, piccolissimo Federico, figlio della collega Sportiello che, per la prima volta e con l’unanimità dei gruppi, è in Aula con noi. Auguri all’onorevole Sportiello e auguri di una lunga, libera e serena vita a Federico”. Queste le parole di Giorgio Mulé, che presiedeva l’aula, con cui ha dato il benvenuto alla parlamentare e al suo bebé, durante la discussione del decreto sul rafforzamento della Pubblica Amministrazione.
Il commento della stessa Sportiello
“Oggi si compie un passo importante, soprattutto perché rappresenta un precedente e un messaggio per il Paese e per tutte le donne: da oggi in avanti, se le massime istituzioni italiane permettono alle lavoratrici di allattare sul posto di lavoro, a nessuna donna, indipendentemente dalla sua professione, potrà più essere negato questo diritto. Nessuna madre dovrà più essere costretta a interrompere l’allattamento per tornare al lavoro. È fondamentale che questa resti solo ed esclusivamente una scelta della donna”, commenta la stessa Sportiello.
La novità
La novità è stata introdotta il 15 novembre scorso: la nuova regola consente alla deputata che ne faccia tempestiva richiesta di entrare nelle aule parlamentari, durante le sedute, con il proprio figlio, entro il primo anno di età, al fine di consentirle l’allattamento”. La scelta del posto all’interno dell’Aula, tra i banchi collocati nell’ultima fila superiore dell’emiciclo, dove poter allattare il proprio bambino, spetta alla deputata madre.
Non sono mancate le polemiche a riguardo
Non tutti hanno salutato questa innovazione con giubilo e ottimismo. Marco Benedetto del Blitz Quotidiano, in una polemica ripresa anche da Dagospia, ha criticato questi avvenimenti. Benedetto ha condannato l’azione definendola una mancanza di pudore e rispetto verso il bambino e la maternità. Ha accusato i membri del Movimento 5 Stelle di superare i limiti della decenza, sottolineando che in passato le donne allattavano senza troppe restrizioni ma poi erano state poste delle limitazioni. Ha suggerito che Sportiello avrebbe dovuto optare per soluzioni alternative, come ottenere una stanza riservata e adatta ai servizi per la maternità, lontana da sguardi indiscreti e con servizi di supporto. Insomma, non tutti hanno gradito la novità dell’allattamento in Aula.