Una ragazzina di appena 12 anni è morta dopo essere stata folgorata da una potente scossa elettrica mentre metteva in carica il suo telefonino. La giovane, Laisa Sofia da Silva Teixeira, di Colonia do Piaui, nello stato brasiliano nord-orientale di Piaui, sarebbe sopravvissuta allo choc iniziale della scossa, ma purtroppo le sue condizioni si sono aggravate successivamente a causa delle gravi lesioni provocate dall’enorme scarica elettrica ai suoi organi interni.
Le cause
Secondo i media brasiliani, la scossa è stata così potente da far esplodere il caricabatterie, ma l’elettricità sarebbe passata attraverso i cavi direttamente al corpo della bambina. La causa dell’incidente potrebbe essere ricercata in un difetto del caricabatterie stesso, che non sarebbe stato omologato. Spesso accade che si acquistino prodotti non certificati e questi, appunto, possono riportare delle anomalie che potrebbero risultare, come è accaduto purtroppo in questo caso, terribilmente fatali.
Lutto cittadino
I funzionari del governo locale hanno annullato le lezioni nelle scuole della cittadina e in segno di rispetto nei confronti della giovane ragazza è stato indetto il lutto cittadino. “Laisa Sofia da Silva Teixeira sarà sempre ricordata con affetto da tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla. Possa la sua anima riposare in pace”, ha fatto sapere il consiglio comunale in una nota nella quale ha espresso il suo cordoglio anche alla famiglia della ragazza scomparsa.
Un caso analogo in Italia
Lo scorso 3 maggio, anche in Italia si è purtroppo verificato un caso simile. Maria Antonietta, la ragazzina morta folgorata nella vasca da bagno mentre si trovava al cellulare, aveva solo 16 anni. L’incidente è avvenuto a Montefalcione, nell’Avellinese. Secondo una ricostruzione, la giovane era nella vasca da bagno e stava parlando al telefonino con una sua amica. Si ipotizza che l’apparecchio, con il carica batterie collegato alla presa elettrica, possa essere scivolato in acqua ed abbia innescato il cortocircuito fatale. Prima, comunque, avrebbe lanciato un urlo, percepito dall’amica al telefono, e sarebbe stata proprio quest’ultima a lanciare l’allarme. Tra le ipotesi c’è quella che Antonietta abbia toccato con la mano la presa elettrica cui era attaccato il caricabatterie nel tentativo di recuperare il cellulare, circostanza che spiegherebbe le ustioni, ma circola anche quella secondo cui la scossa sarebbe provenuta da un phon con cui avrebbe tentato di asciugare il telefono, che sembra impugnasse ancora quando sono arrivati i soccorsi. La tragedia ha ovviamente scosso la comunità di Montefalcione e, soprattutto, la comunità scolastica dell’Istituto alberghiero “Manlio Rossi Doria” di Avellino dove la giovane frequentava il secondo anno. Sul suo banco i compagni hanno lasciato orchidee e gigli. Poi si sono raccolti in silenzio davanti alla scuola. Sconvolti dal dolore naturalmente i genitori e molto provati anche gli insegnanti: “La sua ambizione era quella di diventare una brava cuoca e aveva già deciso di scegliere l’indirizzo enogastronomico nel successivo triennio”. Il sindaco di Montefalcione, Angelo Antonio D’Agostino, afferma: “Una tragedia che colpisce al cuore la famiglia e l’intera comunità. Non ci sono parole che possano bastare per una vita che si spegne a sedici anni, se non la condivisione piena di un dolore che come padri e come famiglie ognuno ha fatto proprio”. Nel giorno dei funerali è stato proclamato il lutto cittadino.